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Piazza Affari strappa al rialzo, Leonardo e Azimut in spolvero

Titta Ferraro

L'attacco da parte dell'Iran contro due basi in Iraq non manda al tappeto i mercati. Dopo una prima reazione negativa, le Borse hanno risalito la china sui segnali in arrivo da Teheran che fanno intendere la mancanza della volontà di innescare un'escalation contro gli Usa. La tenuta dei mercati indica quindi la convinzione degli operatori che non si arriverà a uno scontro diretto fra i due Paesi.

In chiusura il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,46% a quota 23.832 punti. Sul parterre di Piazza Affari si segnala l'ascesa di Leonardo (+2,99%) con il settore della difesa che comunque si è distinto a livello globale sull'acuirsi delle tensioni geopolitiche.

Ancora un balzo per Azimut, salita del 2,42% a 22,44 euro. Tra le banche chiusura a +1,28% per Unicredit. Rialzo più contenuto per Banco BPM (+0,67%) che ha annunciato la decisione di Carlo Fratta Pasini, presidente del Consiglio di Amministrazione, di non ricandidarsi in occasione del prossimo rinnovo del cda.

Corre anche oggi Atlantia, arrivata nel pomeriggio a guadagnare oltre il 4% a ridosso dei 21,5 euro. A sostenere le quotazioni il maxi-piano di investimenti che Autostrade per l’Italia (gruppo Atlantia) si appresta a presentare il prossimo 16 gennaio. Lo scrive Il Sole 24 Ore, secondo cui potrebbe essere “l’ultima carta” a disposizione di Aspi per provare a evitare la revoca della concessione autostradale. Il nuovo piano industriale di 3 anni rappresenterebbe “un cambio di passo” rispetto al passato, con significativi investimenti in manutenzioni. Potrebbe essere quini un piano in continuità rispetto allo scenario attuale, a prescindere da quale sarà l’esito del braccio di ferro attualmente in atto con il Governo.