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Piazza Affari tenta il Dragon Rally?

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Negli ultimi nove giorni il controvalore degli ETF ribassisti ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi nove mesi; con Piazza Affari oggettivamente non certo in mercato Orso. Wall Street nel frattempo tira il fiato, dopo il bruciante scatto di inizio ottava.

La configurazione di inversione segnalata una settimana fa, ha favorito una vivace ripartenza del mercato azionario italiano; il quale, anche grazie alla precisa sollecitazione del long stop settimanale, consolida il trading range in essere ormai da tempo, e destinato fino a prova contraria a caratterizzare lo scenario da qui alla prossima primavera.

Al solito, l’anomalia italiana si manifesta anche a livello finanziario. Mentre negli Stati Uniti dilaga la retorica – non sempre del tutto fondata – di un rally alimentato dalle frettolose ricoperture da parte degli hedge fund; in Italia al contrario la sensazione è che a liquidare in fretta e furia le posizioni corte siano proprio i piccoli investitori. Non disponiamo di statistiche definitive a tal riguardo, ma negli ultimi nove giorni il controvalore degli ETF ribassisti (“BEARMIB” e “XBEAR”) ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi nove mesi; con Piazza Affari oggettivamente non certo in mercato Orso.

Wall Street nel frattempo tira il fiato, dopo il bruciante scatto di inizio ottava. Resta valida l’attesa di un ripiegamento di alcune sedute: il minimo di fine gennaio, pronosticato da tempo, era il punto di arrivo del consolidamento ma non probabilmente il punto di partenza del rilancio del bull market. Conforta la partenza bruciante di questo mese di febbraio: tre sedute dal saldo positivo, che condizioneranno in positivo le prossime settimane, come esaminato analiticamente nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Torniamo opportunamente a Piazza Affari. Lo spunto di ieri, oltre a deludere le aspettative degli opportunamente sempre presenti ribassisti, riporta il MIB a ridosso della barriera decisiva appena sopra i 23000 punti: si tratta dell’ultimo livello di ritracciamento, prima del massimo di poco più di un anno fa. Nel 2021 Yearly Outlook ci siamo soffermati sul profilo ciclico della borsa italiana, segnalando l'importanza cruciale del mese di gennaio per gli indici azionari italiani. Rimandiamo al rapporto di oggi per una disamina di questo aspetto decisivo, e per gli obiettivi che scaturirebbero dall'eventuale superamento dei 23000 punti di FTSE MIB.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online