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Piazza Affari termina un'altra ottava in crescita

Giancarlo Marcotti
 

A Davos oggi era il gran giorno di Trump, tutti attendevano una risposta piccata alle aspre critiche che gli aveva rivolto una Merkel chiaramente nervosa per le figuracce dopo la disfatta elettorale. Ormai la Cancelliera ha capito di essere sul viale del tramonto, il governo rabberciato che comporrà con l’altra grande malata della politica tedesca, la SPD, probabilmente segnerà la fine di una stagione politica che in Germania è durata più di settant’anni.

Ed il Presidente Usa ha riservato alla Merkel un trattamento ancora peggiore di quel che ci si poteva attendere: l’ha ignorata del tutto! Per la Cancelliera non si è trattato solo di una lezione, ma di una vera e propria umiliazione.

Ed i mercati hanno risposto in maniera positiva al pragmatismo di Trump che, coerentemente col suo programma elettorale, continua a far proprio il motto: America first.

Ed ecco che il Dow Jones si avvicina a quota 26.500 punti, lo S&P500 supera i 2.850 punti ed il Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) ha nel mirino quota 7.500 punti.

7.500 punti per il Nasdaq!!! Continuo a far fatica solo a pensarlo.

Ma torniamo al nostro piccolo, anzi microscopico Ftse Mib (+0,58%) alle prese con i suoi 24.000 punti. Oggi abbiamo fatto un passo in avanti, ma quasi con timore.

A guidare i rialzi il comparto industriale, torna a salire Leonardo (+2,02%) che rimbalza da quota 11 euro.

Quarto miglior fixing di sempre per Buzzi Unicem (Londra: 0NVQ.L - notizie) (+2,01%) sul massimo dell’anno, ma al solito la palma di titolo del giorno spetta a Fiat Chrysler Automobiles (+1,96%) ormai in prossimità di quota 20 euro.

Ovviamente viene sospinto all’ennesimo record storico anche Exor (+1,83%) che da inizio anno sta guadagnando oltre 25 punti percentuali.

Dopo quattro ribassi di fila tornano a salire Pirelli (+1,82%) e Recordati (+1,75%) che riaggiustano così un’ottava che non aveva riservato soddisfazione agli azionisti.

Ancora contrastati i titoli del comparto bancario, il migliore è risultato oggi Banca Intesa (+1,22%) mentre chiudono la settimana con un calo Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) (-0,72%) e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) (-0,76%).

Inaspettatamente debole il risparmio gestito, sul fondo troviamo infatti Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) (-1,11%) nonostante Mediobanca e Deutsche Bank (IOB: 0H7D.IL - notizie) abbiano contemporaneamente alzato il target price sul titolo. Probabilmente il mercato ha ritenuto che le attuali quotazioni abbiano già incorporato le rosee previsioni sugli utili del prossimo biennio.

Qualche fisiologica presa di beneficio su Banca Generali (-0,78%) dopo il record storico della vigilia, mentre Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) (-0,76%) non riesce proprio ad uscire da una situazione perlomeno critica.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online