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Piazza Affari, vendite sugli energetici spingono al ribasso il Ftse Mib

·2 minuto per la lettura

In rosso di oltre 2 punti percentuali a metà seduta, i listini europei nel corso della seconda parte hanno ridotto le perdite che il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha annunciato misure per stabilizzare il mercato energetico.

La notizia ha fatto il paio con le indicazioni migliori delle stime arrivate dal mercato del lavoro Usa: secondo le stime elaborate dalla società statunitense Adp, nel mese di settembre il settore privato della prima economia ha creato 568 mila nuovi posti di lavoro, contro i 340 mila precedenti ed i 425 mila stimati dagli analisti.

In questo contesto il paniere principale di Piazza Affari, il Ftse Mib, ha terminato la seduta a 25.605,73 punti, -1,35% rispetto al dato precedente. Tra le performance peggiori troviamo quelle dei titoli del comparto energetico, spinto al ribasso dalle prese di beneficio sul greggio (il future sul Brent perde il 2,1% a 80,8 dollari al barile): Tenaris ha chiuso la seduta con un -4,29%, Saipem ha evidenziato un -4,2% ed Eni è scesa dell’1,54%.

L’aggiornamento relativo le scorte di petrolio negli Stati Uniti ha rinforzato la tendenza ribassista dei prezzi del greggio: nell’ultima settimana gli stock di greggio della prima economia sono saliti di 2,3 milioni di barili, decisamente al di sopra dei +0,8 milioni attesi dal mercato.

Giornata negativa anche per il terzetto formato da Stellantis (-3,56%), CNH Industrial (-3,8%) e Pirelli (-2,39%) mentre i titoli del comparto bancario hanno, tutto sommato, limitato i ribassi, con il -0,25% di UniCredit, il +0,11% di Banco Bpm ed il -1,12% di Intesa Sanpaolo. Lettera invece su Mediobanca (-3,49%).

In aumento, lo spread Btp-Bund è salito di 2 punti percentuali a 107 punti base. (in collaborazione con money.it)

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