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Pictet AM: lo scenario resta favorevole per l'azionario

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Pictet AM: lo scenario resta favorevole per l'azionario
Pictet AM: lo scenario resta favorevole per l'azionario

Nel suo Market Outlook 2021, Pictet AM vede una cornice favorevole agli investimenti azionari sorretti da una dinamica robusta degli utili, con il rischio per ora remoto che la Fed debba cambiare paradigma

L’inizio delle vaccinazioni, l’esito dell’elezioni USA, il tentativo di integrazione fiscale in Europa e i massicci stimoli monetari e fiscali hanno indotto i mercati a cominciare l’anno con un certo grado di ottimismo. Gli indici delle sorprese macro risultano piuttosto tonici sopra quota 50 e gli economisti concordano su una successiva accelerazione della crescita del PIL mondiale al 5% dopo il -4% del 2020. Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, di Pictet Asset Management, condividono l’ottimismo generale con stime per il 2021 più alte di oltre mezzo punto, ricordando che si profila comunque una perdita permanete di PIL del 4% circa rispetto al trend, con l’eredità di un divario dolorosamente ampio soprattutto nei servizi.

IN USA PIÙ PROPELLENTE DI POLITICA FISCALE

Secondo i due esperti di Pictet AM, finché il gap non verrà colmato, difficilmente nel 2021, dovrebbero prevalere le pressioni deflazionistiche. L’America gode di un maggior propellente di politica fiscale che, combinato con il potenziale inespresso di risparmio accumulato, dovrebbe spingere la crescita oltre il 5% e riportare l’attività ai livelli pre-COVID entro i prossimi 2-3 trimestri. L’Europa invece viaggia al limite della capacità di politica monetaria e di bilancio, mentre gli effetti del vaccino e del Recovery Fund saranno graduali e dopo il calo di oltre il 7% nel 2020 il PIL non dovrebbe tornare a livelli pre-COVID nel 2021.

LA CINA TRAINA GLI EMERGENTI

I Paesi Emergenti Cina in testa, prosegue l’analisi degli esperti di Pictet AM, dopo il sacrifico collettivo all’inizio della pandemia sono ora sostanzialmente fuori, con la produzione industriale ormai sopra i livelli di fine 2019 per la superpotenza che produce il 25% dei manufatti mondiali, il cui PIL è atteso al +9,5% nel 2021. La Cina ha inoltre riempito il vuoto di leadership globale lasciato dagli USA di Trump, siglando accordi importanti come la Regional Comprehensive Economic Partnership che coinvolge il 30% dell’economia e della popolazione globale e 2,2 mld di consumatori.

LA PROSPETTIVA DI SURRISCALDAMENTO DEI PREZZI

In questa analisi i rischi si chiamano pandemia e inflazione, con i lockdown necessari ancora per un po’ e l’immunità che non arriverà prima di un anno mentre la ripresa economica potrebbe provocare un surriscaldamento dei prezzi. Secondo l’analisi di Pictet AM le materie prime non mostrano una dinamica esplosiva al momento, mentre resta essenzialmente deflazionistico il settore del petrolio, ma si potrebbe aggiungere un po’ di inflazione salariale, almeno negli USA. Lo scenario costituisce comunque una cornice favorevole agli investimenti azionari, sorretti da una dinamica robusta degli utili. La liquidità, secondo gli esperti di Pictet AM, ha già superato il punto di massima crescita e sta rallentando, principalmente a causa della Cina, ma si comincerà a parlare di possibile tapering anticipato della Fed solo nel 2022.

PERFORMANCE AZIONARIE POSITIVE

Nel complesso, Pictet AM si aspetta performance azionarie positive attorno al +10-15%, ma ogni mese di lockdown in più in Europa costa circa il 7% in termini di minori utili, per questo è necessario che le politiche monetarie non affrettino i tempi dell’exit strategy. Un paradigma che potrebbe essere messo in discussione solo da un forte rischio di inflazione. Il ritorno dell’inflazione USA verso l’obbiettivo del 2% è previsto sia dalla Fed che dal mercato, che sconta anche un superamento della soglia già nel 2022. Ma finché l’inflazione si manterrà entro il 2,5% la Fed sarà tollerante e attendista anche perché dispone degli strumenti per tenere a freno i tassi sulle scadenze lunghe.

SE LA FED DOVESSE CAMBIARE PARADIGMA

Se invece l’inflazione supera anche la nuova soglia di tolleranza, posto che il mercato del lavoro sia risanato, la Fed cambierebbe atteggiamento adottando la cosiddetta regola di Taylor, vale a dire tassi superiori all’inflazione per circa una volta e mezza. Secondo gli esperti di Pictet AM, quando i mercati avvertiranno l’avvicinarsi del cambio di paradigma avranno motivo di fibrillare, anche perché la Fed non farà più la sponda del Tesoro finanziando la spesa pubblica a tassi reali negativi e il policy mix da cooperativo tornerà antagonistico.