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Pictet Am: lo spread Bund-Btp può scendere sotto i cento punti

Leo Campagna
·3 minuti per la lettura
Pictet Am: lo spread Bund-Btp può scendere sotto i cento punti
Pictet Am: lo spread Bund-Btp può scendere sotto i cento punti

I negoziati per Brexit e Next Generation EU procedono in modo tutt’altro che lineare, ma per Andrea Delitala (Pictet Asset Management) si tratta di un’occasione storica per l’Europa e in particolare per l'Italia

Da un lato il governo britannico che punta ad un accordo paritario sullo stile di quello che regola le relazioni dell’UE con il Canada e dall’altro le istituzioni europee che, forti del loro maggiore peso economico, non cedono terreno e continuano ad affermare la subordinazione alla legislazione comunitaria. “Il braccio di ferro continua ma i negoziati sulla Brexit procedono a ritmo serrato e in un silenzio ufficiale, aspetti incoraggianti che alimentano la speranza di evitare il ‘no deal’, trovando un accordo, anche solamente parziale, prima del vertice del 15-16 ottobre”, fa sapere Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management.

IL CONTO PIÙ PESANTE AL REGNO UNITO IN CASO DI ‘NO-DEAL’ BREXIT

D’altra parte se è vero che anche l’UE non può permettersi un fallimento delle trattative, le conseguenze più gravi di un ‘no-deal’ sarebbero a carico del Regno Unito: il Paese, complice anche la pandemia, si trova oggi in una situazione di fragilità economica (con un PIL in contrazione maggiore rispetto a quello dell’eurozona) e isolato politicamente a livello internazionale, dopo i contrasti con la Cina per il 5G e il mancato supporto statunitense, dove la lobby irlandese è ancora estremamente forte.

IL NEXT GENERATION EU FUND

Un altro importante tavolo europeo di negoziazione riguarda il massiccio piano di intervento fiscale, denominato Next Generation EU (NG-EU). Concordato al vertice europeo di luglio, il piano dovrebbe essere approvato dai singoli Parlamenti nazionali entro aprile 2021. L’iter si conferma lungo e non privo di insidie alla luce delle reticenze dei cosiddetti Paesi ‘frugali’ (Austria, Finlandia, Danimarca, Svezia e Olanda) e del gruppo di Visegràd (Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria), i cui veti incrociati potrebbero complicare non poco i piani dell’UE.

RISCHIO DI CATTIVA ALLOCAZIONE DELLE RISORSE

Esistono peraltro anche rischi legati alle modalità d’impiego delle risorse erogate: è indispensabile che i fondi vengano destinati ad investimenti aggiuntivi evitando di sostituirsi semplicemente al debito pubblico con i trasferimenti comunitari come fonte di finanziamento di investimenti già pianificati. “Inoltre, relativamente all’Italia, prosegue il dibattito sull’utilizzo effettivo delle risorse, con il rischio che una loro cattiva allocazione porti a sprecare un’occasione più unica che rara di effettuare le necessarie riforme strutturali senza gravare ulteriormente sul bilancio dello Stato”, spiega Delitala.

LA SOSTENIBILITÀ DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

A proposito di debito italiano, la sua sostenibilità è strettamente legata all’approvazione finale del programma dell’UE. Nel breve termine, grazie alla combinazione di politiche fiscali comunitarie e politica monetaria espansiva il differenziale tra il costo di finanziamento implicito e il tasso di crescita del PIL nominale permarrebbe in territorio negativo, facilitando il servizio del debito pubblico. Nel medio-lungo termine, invece, per garantire la sostenibilità sarà inevitabilmente rilanciare la crescita.

POSSIBILE UNO SPREAD BTP-BUND BEN AL DI SOTTO DEI 100 PUNTI BASE

In ogni caso il NG-EU rappresenta un primo esercizio di budget comunitario con trasferimenti tra Paesi, sia nei prestiti a tassi agevolati e sia a fondo perduto, e una prima forma di condivisione del rischio sulle emissioni di obbligazioni da parte della Commissione. “L’Italia diventerà un beneficiario netto dei flussi, assicurandosi una rete di protezione significativa per qualche anno per i BTP. Possiamo ipotizzare che lo spread rispetto al Bund decennale tedesco possa scendere ben al di sotto dei 100 punti base, se non vi saranno incidenti gravi di percorso. Se poi cogliessimo questa occasione storica al meglio potremmo realizzare le riforme strutturali senza pagarne il prezzo finanziario e politico immediato che spesso dissuade i leader politici dall’intraprenderle”, conclude Delitala.