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Pictet: azionario UK da comprare, USA sottopesato

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Pictet: azionario UK da comprare, USA sottopesato
Pictet: azionario UK da comprare, USA sottopesato

Nel Barometro di luglio la casa ginevrina vede una combinazione poco favorevole di crescita e inflazione forte, con le banche centrali che si preparano a ridurre gli stimoli in risposta alle crescenti pressioni sui prezzi

La crescita dell'economia globale prosegue a ritmo sostenuto grazie soprattutto ai Paesi sviluppati, favoriti dal rapido aumento delle vaccinazioni e dalla sospensione dei lockdown. Ma lo slancio sta iniziando ad affievolirsi, mentre le banche centrali che si preparano a ridurre gli stimoli monetari in risposta alle crescenti pressioni inflazionistiche. Il tutto risulta in una combinazione poco favorevole di forte crescita e forte inflazione, condizioni di liquidità più rigide e valutazioni elevate per le classi di attività più rischiose, che inducono a confermare una posizione neutrale sulle azioni.

DUBBI SULL’INFLAZIONE SOLO TEMPORANEA

Sono le conclusioni del Barometro di luglio a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management che in particolare vede tuttavia come "da comprare" l’azionario del Regno Unito perché è il più conveniente, visto che scambia a 13,1 volte gli utili, contro il 17,3 dell'Eurozona e il 21,8 degli USA. Infatti il Barometro continua a sottopesare le azioni americane, date le valutazioni ma anche i dubbi persistenti sul protrarsi del picco inflazionistico post-pandemico, che resta da vedere se si rivelerà transitorio o continuerà a superare le aspettative.

AZIONI PIÙ COSTOSE DAL 2008

I modelli di Pictet AM suggeriscono che le valutazioni azionarie sono ai livelli più costosi dal 2008, ed è probabile che condizioni di liquidità più restrittive e un ulteriore aumento dei rendimenti reali eserciteranno una pressione sui multipli prezzo-utili globali, per i quali la stessa Pictet AM prevede una diminuzione fino al 20% nei prossimi 12 mesi. Pictet AM ritiene anche che le previsioni degli analisti di una crescita degli utili del 10% circa nei prossimi due anni siano troppo ottimistiche, perché li porterebbe nettamente sopra la tendenza pre-Covid, il che è improbabile visto che i margini di profitto sono già tirati.

SOTTOPESATE LE OBBLIGAZIONI RISCHIOSE

In generale, gli indicatori tecnici di Pictet AM rimangono moderatamente positivi per le azioni e all'interno dell'universo azionario la Strategy Unit sottopesa i settori più sensibili, compreso il settore dei consumi voluttuari, mentre nel reddito fisso sottopesa le obbligazioni più rischiose, come il debito high yield statunitense. Mantiene invece posizioni di sovrappeso su attività difensive come i Treasury USA e le obbligazioni cinesi in valuta locale. L’analisi del ciclo economico di Pictet AM mostra come le pressioni inflazionistiche siano sempre più evidenti negli Stati Uniti, con l'indice core dei prezzi al consumo che nell'ultimo trimestre ha viaggiato a un ritmo annualizzato dell'8,2%, il più alto dal 1982.

FED VERSO AUMENTO DEI TASSI NEL 2022

Pictet AM sottolinea che anche l'indice Core PCE, vale a dire la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve, è salito del 3,4%, raggiungendo il livello massimo in quasi 30 anni, ma ritiene comunque questa fase di pressione transitoria, essendo causata dalle distorsioni dell'offerta e dall'aumento della domanda per i prodotti più impattati dagli effetti dalla pandemia. Se si elimina l'impatto di questi elementi e l'effetto base, l’analisi di Pictet AM indica un'inflazione ancora stabile intorno all'1,6%. La Fed sembra comunque destinata ad aumentare i tassi già a fine del 2022, o ancor prima, se l'inflazione salariale dovesse salire sopra l'attuale 3% annuo, mettendo sotto pressione i margini di profitto delle società.

SLANCIO DELL’EUROZONA, EMERGENTI IN STABILIZZAZIONE

In Europa, Pictet AM vede condizioni economiche che stanno migliorando rapidamente, oltre che per le vaccinazioni e le riaperture, anche per l'imminente arrivo delle risorse del Recovery Fund da 750 miliardi, che dovrebbe stimolare la crescita di almeno 0,2 punti percentuali sia quest'anno che il prossimo. Lo slancio dei Paesi emergenti si sta invece stabilizzando, mentre la crescita cinese rallenta dopo un forte rimbalzo, ma la domanda interna sostituirà le esportazioni come contributore principale, il che a sua volta promuoverà consumi e investimenti della superpotenza asiatica.

CINA VERSO ALLENTAMENTO MONETARIO

Gli indicatori della liquidità di Pictet AM avvalorano una posizione neutrale sulle classi di attivi rischiose: le condizioni in USA e Eurozona sono le più espansive al mondo, ma in Cina sono diventate più restrittive rispetto a prima della pandemia, in quanto sta riprendendo la politica di controllo del debito, dopo il boom di prestiti alle piccole e medie imprese nel 2020. Un ulteriore rallentamento della seconda economia al mondo potrebbe indurre la People's Bank of China a una politica più accomodante entro fine anno, il che comporterebbe l'intervento sul mercato dei cambi per indebolire il renminbi.

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