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Pictet: cautela dopo l’agosto bollente dei mercati

Virgilio Chelli
·4 minuti per la lettura
Pictet: cautela dopo l’agosto bollente dei mercati
Pictet: cautela dopo l’agosto bollente dei mercati

La casa ginevrina avverte sui rischi di persistenza del virus e vede uno scenario favorevole ai mercati emergenti con una predilezione per le obbligazioni cinesi

Dopo un agosto bollente a dispetto della tradizione di turbolenze, sembra che la ripresa economica globale stia comunque tenendo il passo, indicando che le azioni dei mercati emergenti e di alcuni settori ciclici diventano più interessanti. Per questo Pictet AM ritiene che il potenziale per ulteriori guadagni dell’azionario sia limitato, anche perché se l’economia è più stabile, la minaccia del virus persiste. Tra le diverse regioni e settori azionari, secondo la casa ginevrina lo scenario sembra favorevole per i mercati emergenti, e nel comparto del reddito fisso e delle valute ritiene che sia il momento delle obbligazioni cinesi.

CINA A LIVELLI PRE-COVID

Nel suo Barometro dei Mercati di settembre, Pictet sottolinea che proprio in Cina le condizioni economiche sono tornate in gran parte ai valori pre-Covid, mentre negli Stati Uniti invece l’approccio di politica monetaria della Federal Reserve si è fatto solo formalmente più accomodante a margine, ma la banca centrale si è fermata a un passo dalla revisione radicale anticipata da alcuni. Forse anche per questo il potenziale per ulteriori guadagni diffusi sui mercati appare limitato, con una divergenza che si fa più evidente tra i mercati regionali.

LIQUIDITÀ IN RALLENTAMENTO GLOBAL

E Pictet osserva che al di là degli annunci l'immissione di liquidità sta rallentando in tutto il mondo, mentre incombono i rischi politici legati alle elezioni presidenziali statunitensi di novembre, il tutto ancora in presenza della pandemia di Covid-19, non solo con il rischio di una seconda ondata, ma anche con l'incertezza legata ai tempi di sviluppo di un vaccino. A questo scenario si aggiunge anche il cambio della guardia alla guida del Giappone, che apre a un periodo di incertezza sia in termini geopolitici sia per l'eventualità che la terza economia mondiale possa cambiare approccio politico.

POSIZIONE NEUTRALE SULLE PRINCIPALI ASSET CLASS

Per questo Pictet AM preferisce mantenere una posizione neutrale su tutte le principali classi di attivi, prediligendo fra i titoli azionari i settori più ciclici, mentre gli indicatori del ciclo economico della casa ginevrina mostrano che la ripresa economica è abbastanza solida da giustificare una revisione al rialzo delle nostre previsioni per il 2020. Gli economisti di Pictet AM prevedono per quest'anno una variazione del PIL globale del -4% rispetto al precedente -4,2%, mentre le previsioni per l’anno prossimo sono scese dal 6,4 al 6,1%.

QUADRO COMUNQUE INCERTO

Gli indicatori del sentiment di Pictet AM delineano comunque un quadro incerto, con il rapporto tra opzioni azionarie call e put che indica un certo livello di rilassatezza del mercato mentre gli investitori privati appaiono prudenti sulle azioni e i sondaggi restano negativi, con il posizionamento dei gestori di fondi sulla classe di attivi è inferiore al suo trend storico. Resta una “montagna di liquidità” di cui una parte affluisce nelle obbligazioni e l'altra nel credito, in entrambi i casi apparentemente ipercomprati. Secondo le stime di Pictet AM i prezzi delle azioni dell’S&P 500 hanno raggiunto il livello più costoso degli ultimi 12 anni.

SCENARIO FAVOREVOLE AGLI EMERGENTI

Lo scenario resta invece favorevole per i mercati emergenti, che trainati dalla Cina registrano una ripresa economica anticipata e più robusta rispetto alle economie sviluppate, evoluzione che non è ancora stata scontata dai mercati. Secondo Pictet AM la Cina sta assistendo a una decisa ripresa a V, con la produzione che è cresciuta del 12% in termini reali nel secondo trimestre dopo il calo pari del 10% nei tre mesi precedenti, con dati che indicano anche un miglioramento nella spesa in conto capitale.

IL MOMENTO DELLE OBBLIGAZIONI CINESI

Nel reddito fisso, Pictet AM ritiene che sia il momento delle obbligazioni cinesi denominate in renminbi, giudicate di gran lunga la classe di attivi a reddito fisso più interessante in un mercato altrimenti poco allettante. Sono obbligazioni che offrono un rendimento di poco superiore al 3%, con un differenziale record di 230 punti base rispetto al rendimento dei Treasury USA, che diventa ancora più interessante una volta considerati i fondamentali. Inoltre, secondo Pictet AM, è più probabile che i tassi cinesi, rimasti più elevati di quelli registrati del mondo sviluppato e in gran parte delle economie emergenti, vadano diminuendo piuttosto che salendo nel medio termine, offrendo il beneficio di un potenziale ritorno anche in conto capitale per l’investitore. Per altri approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.