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Pictet continua a favorire le azioni cicliche

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Pictet continua a favorire le azioni cicliche
Pictet continua a favorire le azioni cicliche

Nel ‘Barometro dei mercati’ di aprile, Pictet Asset Management prevede che il vasto stimolo monetario e fiscale continuerà fornire forte impulso a economie e utili societari e continua a privilegiare i titoli ciclici

Una asset allocation centrata sul tema della ripresa delle economie che induce alla propensione per i titoli ciclici, non solo nei mercati sviluppati ma anche negli emergenti, per i quali in generale è attesa una frenata. In ambito reddito fisso e valute, meglio restare invece lontani dal debito corporate. Sono le principali indicazioni dell’edizione di aprile del ‘Barometro dei mercati’ di Pictet Asset Management, secondo cui l'economia globale sta vivendo un forte recupero sostenuta dal vasto stimolo monetario e fiscale e dalla speranza che la campagna vaccinale anti-COVID-19 acceleri a livello mondiale, incoraggiando gli investitori a preferire le azioni rispetto alle obbligazioni.

SOVRAPPESO SULLE AZIONI

Pictet AM non prevede uno stravolgimento di questo trend a breve termine e mantiene la posizione di sovrappeso sulle azioni, anche se resta consapevole del fatto che, con la ripresa in accelerazione, nelle economie sviluppate, una risalita contemporanea dei tassi di interesse a lungo termine e del dollaro americano possano rappresentare una minaccia per i Paesi dipendenti dai finanziamenti in dollari a basso costo. Per questo, Pictet AM ha portato le azioni emergenti a una posizione neutrale, rimanendo neutrale.

SUPPORTO DEI CONSUMATORI AMERICANI

Le attese positive sono appuntate sui consumatori americani, i cui conti bancari stanno per essere alimentati da sussidi federali per 1.400 dollari, che stanno iniziando a spendere. Dal gennaio 2020 i trasferimenti dal governo federale alle famiglie sono cresciuti fino a 3.000 mld di dollari, pari a un quinto dei consumi personali e tre volte quelli erogati nella crisi finanziaria globale del 2009. Per questo, sottolinea Pictet AM, il patrimonio finanziario netto delle famiglie statunitensi è aumentato del 10% al record di 130.000 mld di dollari nel 2020, prima che arrivassero i nuovi trasferimenti del pacchetto Biden da 1.900 mld di dollari. Questo dovrebbe portare a un aumento dell'1% dei consumi personali, che contribuiscono per quasi il 70% all’economia USA, che quest'anno crescerà del 7% in termini reali.

CINA IN FORTE RIPRESA, EUROZONA IN RITARDO

Gli aumenti dei prezzi tuttavia dovrebbero essere graduali, per cui mancano i presupposti per una risalita dell'inflazione statunitense oltre il target del 2,0% previsto dalla Fed, a meno di forti aumenti dei salari. Anche in Cina la ripresa rimane forte e indipendente, con attività non manifatturiera e esportazioni in forte crescita e un mercato immobiliare che non mostra segni di rallentamento, il che ha indotto Pictet AM a rivedere al rialzo di 1 punto le previsioni di crescita del PIL 2021 al 10,5%. L'Eurozona invece è in ritardo, per la nuova ondata di contagi che ha costretto a restrizioni dell'attività sociale ed economica, ma Pictet AM prevede una ripresa dell'economia nel secondo trimestre, anche grazie al sostegno del pacchetto di incentivi fiscali da 2.000 mld in arrivo.

Fonte: Epfr, Pictet Asset Management (dati dal 01.01.2018 al 17.03.2021)

FORTI FLUSSI SULLE AZIONI GLOBALI

Pictet AM sottolinea che per il momento le condizioni di liquidità statunitensi rimangono favorevoli per gli attivi rischiosi, stimando che i tassi di interesse effettivi, rettificati per l'inflazione e il quantitative easing, si attestino a un minimo record del -4,7%. La Fed sta mantenendo una politica estremamente accomodante, aumentando però così i rischi legati all’annuncio del ridimensionamento dello stimolo, quando arriverà. A livello globale, gli indicatori tecnici di Pictet AM restano leggermente positivi per gli attivi rischiosi, con flussi di investimento nelle azioni pari a quasi 350 mld di dollari quest'anno, come evidenziato nel grafico riportato sopra.

I TASSI USA FANNO SOFFRIRE GLI EMERGENTI

Al contrario, avverte Pictet AM, gli attivi emergenti stanno soffrendo, perché la brusca risalita dei tassi a lungo termine negli Stati Uniti ha innescato disinvestimenti per quasi 500 milioni di dollari su una base media mobile a sei settimane, livelli visti l'ultima volta nel 2013, al culmine del "taper tantrum" di Bernanke che provocò qualche turbolenza sui mercati.