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Pierucci (Abie): "Anche le radio vogliono la blockchain"

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(di Andreana d'Aquino)-  

Anche le radio vogliono la blockchain. Così, dopo il made in Italy, il tracciamento e le aziende che combattono la contraffazione, anche il settore della radiofonia punta a trovare vantaggi nell'uso della tecnologia dei 'blocchi', un mercato dell'innovazione che nel nostro Paese si sta aprendo a nuovi comparti. "Non c'è più solo il settore del made in Italy o quello dell'anticontraffazione, a fianco ai comparti classici stanno nascendo nuovi filoni nell'uso delle tecnologie dei blocchi come la radiofonia e la gestione del credito" anticipa all'Adnkronos Giuliano Pierucci, presidente di Abie, l'associazione di Confindustria Digitale per il comparto blockchain.  

"Dopo la moda, il made in italy, gli alimenti ed il tracciamento, arrivano anche nuovi soci all'interno di Abie e tra questi soci del settore della radiofonia e della gestione del credito. Questo contesto -commenta Pierucci- dà una indicazione importante di come questa tecnologia stia 'sconfinando', oltre filiere ritenute ormai 'classiche' e canoniche della blockchain, verso nuovi filoni come il settore delle radio e della gestione del credito che stanno entrando sempre più nel merito dell'uso delle tecnologie blockchaine". E l'allargamento del perimetro "ci fa molto piacere" scandisce il numero uno dell'associazione di Confindustria Digitale.  

NESSUNA NOVITA' DA TASK FORCE MISE - Ma se il mercato corre, le istituzioni sono più lente nelle nuove tecnologie. Dalla task force del Mise impegnata sull'intelligenza artificiale e sulla blockchain ancora "non abbiamo novità", riferisce Giuliano Pierucci interpellato sullo stato dei lavori del gruppo di esperti del ministero dello Sviluppo economico. "Mi spiace constatare e dire che sul lavoro del gruppo non ci sono risultati evidenti" osserva il presidente di Abie. Certo, argomenta Pierucci, "nessuno è tenuto a riferirci i risultati di questo lavoro, abbiamo anche membri di Abie all'interno della task force del Mise, ma non ci sono novità ufficiali". "Stiamo parlando di altri argomenti, da parte mia non chiedo" aggiornamenti "ma forse non ci sono grosse novità" ribadisce.  

L'AGID E LE LINEE GUIDA FANTASMA - Il rischio di rallentare la corsa della Blockchain made in Italy è anche la mancanza di regole. Senza le linee guida "che attendiamo dall'Agid, la filiera della blockchain rischia lo stallo" incalza Pierucci. "Come Abie, come filiera e come attori industriali che intendono utilizzare in maniera corretta le blockchain nei settori industriali, siamo in attesa di regole semplici, chiare, non ostative ma garantiste dell'antiriciclaggio e della difesa del consumatore" afferma Pierucci. "Sicuramente -argomenta l'imprenditore- ci saranno motivi più che validi, però noi stiamo aspettando". Così, per sollecitare il provvedimento, il fondatore di B2Lab "qualche giorno fa" ha inviato "una lettera al nuovo direttore generale dell'Agid, Francesco Paorici, affinché queste linee guida vengano finalmente redatte". "Senza queste linee guida, come per tutte le filiere dove non c'è chiarezza di regole, rischiamo lo stallo" avverte il presidente di Abie. "A diversi nostri imprenditori arrivano infatti continue sollecitazioni per sapere se utilizzano queste tecnologie in un contesto normato, ma come Abie non possiamo dare risposte concrete se non arrivano gli indirizzi di Agid e ministero Innovazione" taglia corto Pierucci.