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Pignoramento conto corrente: chi è più a rischio?

Federica Pace
 

La procedura di pignoramento di un conto corrente bancario o postale per soddisfare un credito segue specifiche regole.

Sul tema del pignoramento del conto corrente i rischi non sono uguali per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato e a tempo indeterminato.

Infatti, in base al tipo di rapporto lavorativo del debitore insolvente ed al conto in possesso, esistono diverse regole procedurali sull’espropriazione del denaro in deposito.

Con il pignoramento del conto corrente, il lavoratore assunto con contratto di lavoro subordinato rischia di perdere di più rispetto al lavoratore autonomo.

Pignoramento conto corrente: che cos’è?

Il pignoramento del conto corrente non è altro che una procedura ordinaria attuata al fine di recuperare un credito e può essere eseguita sia verso un conto corrente bancario che un conto corrente postale.

Pignoramento conto corrente: come funziona?

Il pignoramento del conto corrente consente alla banca o alla Posta di bloccare una somma depositata per garantire l’adempimento del pagamento da parte del debitore insolvente.

Una volta presentato l’ atto giudiziario di pignoramento , la Legge stabilisce che, la banca o l’ente postale può procedere a bloccare la somma intera o parziale presente su un conto corrente di un lavoratore dipendente.

In questo caso il blocco dei soldi depositati avverrà solo se la cifra supera i 1.347 euro.

Mentre il pignoramento per il lavoratore autonomo comprende l’intera somma depositata. Il Libero Professionista sembrerebbe essere più a rischio del lavoratore dipendente, ma in effetti non è così.

Pignoramento conto corrente: perché è più a rischio il lavoratore dipendente?

Il pignoramento del conto corrente di un lavoratore dipendente risulta più a rischio di quello del Libero Professionista.

Quando il giudice autorizza il prelievo della somma del debito, il conto corrente del libero professionista o del freelancer è liberato dal pignoramento.

Mentre per il conto corrente del lavoratore dipendente resta sottoposto a pignoramento anche successivamente all’atto di pignoramento.

In particolare, viene trattenuto il 20% da ogni stipendio mensile accreditato sul conto corrente dal datore di lavoro.

Pertanto, il rischio per il lavoratore dipendente è maggiore di quello corso dal lavoratore autonomo o freelancer.

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