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Pil, Confindustria: Italia inizia anche il 2020 senza crescita -2-

Mlp

Roma, 14 feb. (askanews) - L'occupazione è rimasta pressoché ferma nella seconda parte del 2019, dopo l'espansione nei primi sei mesi (circa +200mila unità) trainata dal tempo indeterminato. In lieve aumento solo la componente temporanea (+58mila) complice la frenata del Pil e le prospettive incerte.

L'export ha registrato dati negativi a novembre-dicembre, ma resta su un trend espansivo: sia le vendite extra-Ue (+1,8% nel 4° trimestre) sia, molto meno, quelle intra-Ue. È trainato dai mercati di Svizzera e Giappone; pesa la crisi dell'industria in Germania e vanno male le vendite negli Usa, per i nuovi dazi. Incerto l'inizio 2020: gli ordini esteri migliorano ancora a gennaio, ma restano ridotti e non incorporano un impatto da coronavirus. Cala intanto l'import, specie dai paesi extra-UE. Segnali contrastanti sui consumi. A gennaio la fiducia delle famiglie è aumentata per il 2° mese di fila, con attese più favorevoli su disoccupazione e situazione economica e giudizi migliori sul bilancio familiare; viceversa, le immatricolazioni di auto sono scese del 6,8% (dopo il +2,2% a dicembre) e gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono rimasti stabili, su valori modesti (-13,7).

Il calo dei volumi di prestiti si è consolidato al -1,9% annuo a dicembre, riflettendo il progressivo restringimento delle condizioni di offerta, segnalato dalle indagini qualitative di Banca d'Italia e Istat. Buone notizie dal costo del credito, che resta ai minimi (1,4% a dicembre).

A febbraio il rendimento del Btp decennale è tornato sotto l'1% (0,95% medio). Calano meno i tassi negli altri paesi dell'Eurozona (Germania -0,42%). Perciò lo spread dell'Italia è ridisceso ai minimi (137 punti). Proseguono gli acquisti BCE (32 miliardi di euro di titoli pubblici e 12 miliardi di corporate tra novembre e gennaio), cruciali per segnalare ai mercati la policy di tassi bassi.

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