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PIMCO: il “falso allarme” sull’inflazione USA può causare volatilità

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
PIMCO: il “falso allarme” sull’inflazione USA può causare volatilità
PIMCO: il “falso allarme” sull’inflazione USA può causare volatilità

Nel breve termine il fenomeno sarà alimentato dai colli di bottiglia, dalla forte crescita e dai prezzi delle materie prime, ma è destinato a rallentare nel secondo semestre del 2021 che finirà con i prezzi sotto il 2%

Gli investitori devono prepararsi agli effetti del "falso allarme" dell'inflazione USA che probabilmente determinerà un contesto di volatilità a breve termine. Il falso allarme sarà alimentato da prezzi più alti delle materie prime, colli di bottiglia commerciali e proiezioni di crescita ai massimi di 40 anni, che contribuiranno ai timori di surriscaldamento, destinati ad acutizzarsi nei prossimi mesi, quando è probabile che l'inflazione complessiva acceleri fino al 3,5% anno su anno, al ritmo più veloce degli ultimi 10 anni.

INFLAZIONE FORSE SOTTO LE STIME DELLA FED

Tuttavia, sottolinea in un commento Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO, nella seconda metà del 2021, con l'attività statunitense che continuerà a normalizzarsi, la crescita sequenziale trimestre su trimestre di prezzi ed economia rallenterà, facendo scendere l’inflazione annua, che finirà l'anno modestamente al di sotto del 2%. Questo esito, secondo l’esperta di PIMCO, potrebbe essere tutto ciò di cui i mercati hanno bisogno per moderare le aspettative per una politica più rigida della Fed, che prevede un'inflazione core al 2,2% a fine 2021, 0,5 punti sopra la previsione della stessa PIMCO e 0,3 punti sopra il consenso di Bloomberg.

IL RUOLO DELLE STROZZATURE

Sembra che la Fed si aspetti un ritardo un po' più ampio tra il ritorno dell'offerta e l’accelerazione della domanda, ma l’esperta di PIMCO, pur essendo d'accordo che una tempesta perfetta di fattori legati alla pandemia ha contribuito alle strozzature, pensa che il grosso degli aumenti dei prezzi legati a questi fattori sia già avvenuto e non crede che la situazione peggiorerà abbastanza da spingere l'inflazione di base 0,5 punti più in alto di quanto si aspetta attualmente nei prossimi mesi. Le strozzature sono state particolarmente acute per le spedizioni dalla Cina alla costa Ovest degli Stati Uniti, ma con i tassi di nolo dei container già ai massimi e il trasferimento dei costi aggiuntivi ai consumatori, c’è da chiedersi quanta inflazione ancora debba scaricarsi.

RIMBALZO DI AUTO E VIAGGI

Anche la carenza globale di semiconduttori sta frenando la produzione automobilistica degli Stati Uniti, ma si parla solo del 3% del costo totale di produzione, mentre i veicoli nuovi e usati rappresentano solo il 6,7% del paniere dei prezzi al consumo. Nei prossimi mesi, PIMCO si aspetta anche che il basso livello delle scorte faccia aumentare ulteriormente i prezzi, ma dalla seconda metà dell'anno, quando i colli di bottiglia verranno meno e i consumatori modereranno gli acquisti di beni durevoli, anche l'inflazione auto dovrebbe alla fine normalizzarsi. Anche nel settore dei viaggi, dove i prezzi sono scesi bruscamente l'anno scorso, si prevede una forte ripresa dei prezzi di hotel e tariffe aeree, che anche qui rappresentano ciascuno meno dell'1% dell’indice, per cui resta valida la previsione di "falso allarme", con una certa volatilità nei dati mensili ma non abbastanza significativa da influenzare l’andamento generale dell'inflazione.

AGGIUSTAMENTO SU PIÙ MESI

La previsione di PIMCO è che si andrà verso un aggiustamento su più mesi del livello dei prezzi, con i consumatori che non dovrebbero spendere subito tutti i risparmi in eccesso accumulati l'anno scorso, mentre le misure di stimolo probabilmente chiuderanno l'output gap, il che dovrebbe evitare un'inflazione incontrollata. Il dato di marzo ha confermato l’avvio dell’aggiustamento dei prezzi e potremmo avere letture simili in aprile e maggio. Ma, secondo PIMCO, nella seconda metà del 2021, con l'ulteriore normalizzazione dell'economia, la crescita dell'attività e dei prezzi dovrebbe rallentare, moderando anche il ritmo annuo dell'inflazione.