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Pioli: "Niente ci deve minare. Vorrei 30 anni in meno per giocare domani. Infortuni? Non siamo contenti"

Antonio Parrotto
·5 minuto per la lettura

Stefano Pioli, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della delicata trasferta di Verona contro l'Hellas. Tanti gli argomenti affrontati dal tecnico rossonero prima della gara del Bentegodi. Ecco le sue parole riportate da PianetaMilan.

Le differenze col 2020?

È inevitabile che se confrontiamo le due annate, i nostri risultati sono inferiori. Pensare di ottenere gli stessi risultati era difficile e gli infortuni ci sono, più del solito. È anche una stagione in cui giochiamo ogni tre giorni. Molti hanno avuto anche il Covid, ora è il momento di stringere i denti, giocare da squadra e cercare di vincere. Sappiamo che abbiamo fatto qualcosa di positivo, ma sono questi mesi che decideranno le sorti del campionato”.

Il Verona?

Juric sta facendo un ottimo lavoro, sono due anni che continua sulla propria strada, pur cambiando tanti giocatori. Sono sia fisici che tecnici, perché hanno giocatori di qualità. Sono stati in grado di battere Napoli e Atalanta, hanno fermato la Juventus… Sono una squadra di valore, bisognerà muoversi tanto, senza dare punti di riferimento”.

Come fare a essere sempre quelli di Roma?

"Per giocare certi tipi di partire bisogna anche affrontare avversari che ti attaccano e ti lasciano spazi, come con la Roma. Noi abbiamo giocato ad alto livello. Aspettarsi la stessa prestazione con l’Udinese, squadra che si chiude, è difficile. Difficile trovare il ritmo. Sbagliato parlare di atteggiamento, la squadra si è impegnata. Però siamo stati sotto ritmo, ma non parlerei di atteggiamento. Siamo la squadra più giovane e una squadra giovane queste partite le deve sfruttare per crescere”.

E' il caso di guardarsi le spalle?

"Abbiamo sempre puntato sulle nostre prestazioni, mai quelle degli altri. Ci interessa il nostro percorso, che deve vederci ancora positivi e generosi. Se pensiamo di fare l’ultimo spezzone guardando i risultati degli altri, non raggiungeremmo risultati. Pensiamo alla nostra partita, che è difficile. Mancano tredici partite e sono tante, ma sono sempre più pesanti e dobbiamo affrontarle con determinazione”.

Leao?

"Deve dare il massimo sempre, è quello che sta facendo. Mercoledì sera non ha trovato la giocata, perché l’Udinese ha occupato bene l’area. Noi eravamo in tanti, ma loro hanno sempre avuto la meglio. Bisogna muoversi di più e leggere meglio, sa che deve lavorarci e sta lavorando per trovare la continuità che serve”.

Quanto punterebbe sul Milan in Champions?

"Davvero parliamo di scommesse? Noi scommettiamo su noi stessi. Scommettiamo che saremo la squadra che daremo il massimo. Lo dico dall’inizio, che ci sono sette squadre forti. Noi vogliamo andare in Champions, se non ci riusciremo saremo delusi. Diamo il massimo, poi vedremo cosa saremo riusciti a fare”.

Romagnoli?

"Alessio ha accettato la mia decisione, non con soddisfazione, ma con grande rispetto. Ha lavorato come sempre con disponibilità e volontà. Si è fatto trovare pronto per la gara successiva, come deve essere. Con la palla siamo stati meno veloci del solito, dovevamo muoverla meglio. È quello che mi aspetto domani, dobbiamo muoverci molto. Loro difendono in modo diverso dall’Udinese, danno meno punti di riferimento. Se riusciremo a fare una partita di livello superiore allora avremo delle possibilità”.

L’assenza di Bennacer è quella più pesante? Ora ha un po’ timore?

"Ha avuto due infortuni, ora stiamo cercando di rimetterlo in campo al 100%, ci sta che abbia un po’ di timore. Deve sentirsi bene. Tutti quelli che stanno mancando sono importanti, non credo possa aiutarci sottolinare chi più e chi meno. Abbiamo già dimostrato di poter giocare bene anche in emergenza”.

Avete una spiegazione sul perché degli infortuni?

"Ci stiamo lavorando e non siamo contenti, siamo molto attenti alla prevenzione, ai carichi e al recupero. Purtroppo gli impegni e le problematiche ci hanno messo in difficoltà. Non abbiamo mai avuto questi numeri, stiamo lavorando al meglio”.

Stefano Pioli | Marco Luzzani/Getty Images
Stefano Pioli | Marco Luzzani/Getty Images

Come trasmettere ottimismo?

"Oggi dirò ai miei giocatori che vorrei avere 30 anni in meno e giocare con loro. Perché lo spirito deve essere quello di dare tutto. Superando momenti delicati. Il nostro risultato passa anche da queste situazioni”.

Il calo può minare le consapevolezze?

"Niente ci deve minare. Fa parte del nostro percorso, giocando ogni tre giorni è difficile. Con l’Udinese non siamo stati soddisfatti, ma abbiamo la possibilità di rifarci”.

Domani servirà più Krunic o Brahim?

"Col Verona abbiamo pareggiato due volte, significa che ci creeranno difficoltà. Dobbiamo essere preparati. Tra Krunic e Diaz hanno caratteristiche diverse. Rade sta bene, penso possa giocare lui”.

Pochi gol dei centrocampisti?

"Fa parte del sistema di gioco. Giocare con due mediani porta a meno inserimenti. A volte preferiamo alzare i terzini e tenere i mediani bassi. Fa parte della nostra costruzione. Ci manca qualche conclusione da fuori. Dobbiamo accorciare di più la squadra e concludere dalla distanza”.

Come sta Tonali?

"Sta bene, ha fatto delle buone prestazioni e sta crescendo. Ha avuto un affaticamento e vedrò che scelte farò, ma sta bene”.

Ci saranno più spazi per gli esterni domani?

"Sulla carta il Verona aggredisce di più, quindi qualche spazio in più potrebbe esserci”.

Come risolvere i pochi gol su azione?

"Ci vuole qualità e determinazione e poi qualche giocata individuale. Gli uno vs uno in fase offensiva, l’anticipo o la giocata possono risolvere le partite, soprattutto quando gli avversari si chiudono”.

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