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Platts, cos’è e come influenza i prezzi della benzina


I prezzi della benzina aumentano a ogni cambio di stagione, ma non tutti sanno come si determina di preciso il prezzo. In Italia, c’è la certezza che le accise pesino molto sul prezzo dei carburanti, oltre il 50%, ed è vero. Ma cruciale resta anche il costo della materia prima, che è sottoposta alla quotazione Platts della benzina sul mercato internazionale.

Ma cosa è Platts? Un’agenzia specializzata, con sede a Londra, che definisce il valore, in dollari americani, a cui una tonnellata di benzina o di gasolio può essere venduta dalle raffinerie. Quindi, questa divisione della McGraw-Hill è un provider che informa sull’andamento della domanda e dell’offerta dei prodotti petroliferi. Alla stessa fanno riferimento quindi centinaia di compagnie energetiche e il 100% dei primi 50 operatori elettrici e del gas.

Il Platts quindi esprime il valore effettivo dei prodotti raffinati, un valore che si basa sugli scambi fisici in un determinato giorno e in una determinata area. Perché il Platts viene allora chiamato in causa per capire il prezzo della benzina? Non basta la correlazione tra quotazioni del greggio e quelle dei carburanti per capire quanto e se saliranno o scenderanno i prezzi? No, perché spesso di mezzo c’è proprio il prezzo industriale internazionale della benzina e del gasolio, ovvero Platts.

Nel 2008 ad esempio, nel periodo agosto-settembre, le quotazioni del greggio scesero fortemente nel periodo di agosto-settembre, al netto di qualche piccolo rimbalzo. Il Platts invece no, rimase stabile e risalì mentre il greggio continuava a scendere. Il prezzo della benzina rimase a quota 1,4 euro. Quindi, quando il prezzo internazionale, a causa della crescita della domanda in qualche area, della ricostituzione delle scorte, della speculazione ecc, risale, è difficile che scenda altrove. La quasi totalità delle transazioni sul mercato, che sono correlate alla quotazione del greggio, fanno appunto riferimento al valore del barile di Brent che Platts stabilisce giorno per giorno, elaborandolo sulla base dei prezzi delle diverse qualità di greggio del Mare del Nord proposto a ridosso della chiusura della borsa dagli operatori qualificati, ovvero dalla compagnia e dai trader.

La trasparenza dei benchmark finanziari è un tema complesso, ovviamente, perché la fissazione degli stessi può risentire di manipolazioni, abusi, o di pratiche anti-concorrenziali.

E’ dello scorso maggio infatti l’apertura di un’inchiesta della Commissione europea per capire se i riferimenti di prezzo di petrolio e altri combustibili sul mercato fisico abbiano subito variazioni. E tra i soggetti chiamati in causa c’erano almeno tre compagne petrolifere e la stessa Platts, colei che aggiorna il valore del dated Brent. Se i principali benchmark vengono elaborati sulle informazioni che vengono da soggetti che poi fanno riferimento a chi quel benchmark lo determina, non è improprio o fuori dal mondo pensare che ci possano essere distorsioni che finiscono per avere impatto sui prezzi delle compravendite di greggio, raffinati e biocarburanti.

Un classico problema di regolazione in fondo, che porta a un più generale discorso sui mercati delle materie prime. Niente su cui, forse, il consumatore può agire direttamente, ma qualcosa che pure dovrebbe far parte delle consapevolezze della vita di chi consuma.











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