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Pmi, Cna: con innalzamento deducibilità Imu cala pressione... -2-

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Roma, 17 set. (askanews) - Rispetto alla pressione fiscale complessiva rilevata dall'Istat è chiaro atteggiamento "ostile" nei confronti delle piccole imprese: nel 2018 la pressione fiscale media italiana era al 42,1% (contro il 61,2 sulle piccole imprese), nel 2013 al 43,6% (63,7%), nel 2011 al 41,6% (59%).

Bolzano diventa nel 2019 il comune capoluogo più virtuoso d'Italia con un Ttr pari al 53% e una riduzione dell'aliquota fiscale media dello 0,8%. A seguire nella composizione della top ten, nell'ordine, Gorizia con il 53,1% (-0,7%), Udine con il 53,7% (-0,8%), Trento con il 54,1% (-0,9%), Belluno e Cuneo con il 54,5%o (per entrambe -0,5%), Sondrio con il 54,8%, Trieste con il 54,9%, Carbonia con il 55% e Pordenone con il 55,3%.

Reggio Calabria rimane il capoluogo che maggiormente tartassa le piccole imprese con un Ttr del 69,8%, ma anche con una riduzione del 3,6% sul 2018. Bologna segue con il 68,7% (e -3,5%) e Roma con il 67% (-2,5%). A completare la decina di coda nel trattamento delle piccole imprese: Napoli con il 66,7% (-1,5%), Firenze con il 66,5% (-3%), Bari con il 65,8% (-2,7%), Catania con il 65,4% (-3,6%), Grosseto con il 65,3% (-2,9%), Salerno con il 65% (-2,3%) e Foggia con il 64,7% (-2,1%).

La crescita della pressione fiscale sulle piccole imprese, quindi, non è ineluttabile. Ma il percorso virtuoso è solo alle prime mosse. Qualche passo in avanti è stato compiuto negli ultimi anni. Sono state, infatti, trasformate in legge alcune importanti proposte della Cna: l'introduzione del regime forfettario di tassazione del reddito d'impresa, l'introduzione del regime di cassa per la determinazione del reddito delle imprese in contabilità semplificata, l'abrogazione degli studi di settore.

(segue)