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Pnrr, Meritocrazia Italia: "Riuscirà a migliorare la qualità della vita degli Italiani?"

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"È certo che il PIL non rappresenti l’unico indicatore in grado di misurare il benessere di una società concorrendo a tale scopo anche criteri diversi da quelli squisitamente economici. Sostenibilità ambientale, qualità della vita, parità tra i sessi sono soltanto alcune delle voci da considerare. In questa prospettiva, riuscirà il PNRR a migliorare la qualità della vita degli Italiani?", si chiede Meritocrazia Italia sul suo sito.

"È questa una domanda che merita risposta, perché esprime l’obiettivo finale della transizione verso un nuovo welfare. In sede di predisposizione di piani di ripresa, l’Unione europea ha chiesto agli Stati membri di specificare se ed in quale misura gli investimenti e le riforme a farsi siano in grado di incrementare il benessere collettivo, ritenendo quest’ultimo assicurato dal raggiungimento degli obiettivi climatici (Agenda 2030), ambientali (Green Deal) ed energetici già adottati dall’Unione", scrive ancora.

"Ma il Piano di ripresa italiano, pur puntando alla sostenibilità ambientale (transizione energetica/abbattimento delle emissioni CO2), nulla prevede in materia di tutela degli ecosistemi o della biodiversità e poco investe per la riduzione delle disparità di genere, generazionali e territoriali si legge sul sito meritocrazia.eu - Ora, la governance del PNRR si fonda su due pilastri fondamentali: conoscenza e azione. Osservare e conoscere la realtà vuol dire indagare e comprendere il contesto di partenza, verificare gli impatti delle azioni per intervenire quando necessario. Sono essenziali degli indicatori per permettere agli attori di un territorio di orientare gli sforzi e misurare il miglioramento ottenuto. Diversi sono i c.dd. indici, che rappresentano solo un dato numerico, come il prodotto interno lordo, e non si riferiscono a fattori non calcolabili con la freddezza del calcolo matematico e che attengono alla dimensione esistenziale e non economica del ben-essere".

"Facendo leva proprio su indicatori tra i quali reddito lordo disponibile pro capite, indice di povertà assoluta e di criminalità, tasso di mancata partecipazione al lavoro, emissioni di CO2, da alcuni anni è stato avviato in Italia il progetto BES (Benessere equo e sostenibile), inteso a individuare le misure più idonee a rappresentare l’incremento del benessere dei cittadini - scrive ancora Meritocrazia Italia - Ogni anno l’Istat redige due rapporti, di utile fruizione per stabilire se ed in quale misura il Piano di ripresa potrà migliorare la vita degli italiani: il Rapporto BES Benessere equo e sostenibile, che pone l’Italia all’avanguardia nell’uso degli indicatori del BES per analizzare gli aspetti che concorrono a migliorare a qualità della vita dei cittadini, e il Rapporto SDGs, che fotografa la situazione dell’Italia nel raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030".

"Agenda questa che ha trovato in Italia la sua declinazione nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSS), per la cui attuazione circa un anno fa fu istituita la Cabina di Regia Benessere Italia. Tra i compiti affidati alla Cabina di Regia vi era quello di provvedere a un aggiornamento triennale della SNSS e a un coordinamento orizzontale (tra ministeri) e verticale (con organizzazioni internazionali e amministrazioni locali) su tutti i temi complessi - si legge - Nonostante la valutazione positiva anche dell’OCSE, con l’arrivo del nuovo Governo, la cabina è stata smantellata e non si sa più chi curi la revisione della SNSS e a chi gli attori territoriali possano rivolgersi per capire se le azioni intraprese con il PNRR generino benessere equo e sostenibile".

"Per questo, si ritiene quanto mai opportuno:

– ripristinare la cabina di Regia Benessere Italia, anche al fine di evitare frammentazioni ed attivare in tutti gli attori pubblici e privati dei territori una maggiore consapevolezza sul proprio benessere equo e sostenibile;

– diffondere nelle scuole e sui territori la competenza alla misurazione e alla valutazione partecipata che utilizzi gli indicatori, per far acquisire coscienza di quanto sia stato davvero messo al centro delle scelte pubbliche il benessere dei cittadini equamente distribuito tra territori e gruppi sociali e promosso in maniera sostenibile", conclude.

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