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Polemica Mes, Patuelli (Abi) minaccia: con condizioni alterate diremo basta ad acquisti BTP

Laura Naka Antonelli

Mentre infuria la polemica sul Mes (Meccanismo europeo di stabilità) il presidente dell'Associazione bancaria italiana, (Abi) Antonio Patuelli lancia un alert da Bruxelles.

Se la riforma del cosidetto Esm, ovvero del "Fondo salva-Stati" dell'Eurozona "altererà le condizioni" per chi detiene il debito pubblico, le banche italiane potrebbero decidere di smettere di acquistare i bond italiani.

Il numero uno dell'associazione ha detto di non essere stato informato dal governo M5S-PD sulle trattative in corso per la riforma del Mes e di non essere venuto a conoscenza, in particolare, della modifica delle "clausole di azione collettiva" (Cacs) che si vogliono introdurre, e che renderebbero più facile l'eventuale ristrutturazione del debito pubblico.

"Guardate, io non ne so niente; ho solo letto i giornali stamattina. Ma sono materie sulle quali il mondo bancario italiano non è stato messo al corrente da parte delle istituzioni. Non ci hanno detto nulla. L'impatto è per il tesoro italiano, e su noi per conseguenza. Ma a noi non hanno comunicato nulla. Leggo solo i giornali; le cose che ho letto di più sono sull'Huffington Post di stanotte".

"Io non ho avuto notifica alcuna, coinvolgimento alcuno, leggo, guardo gli atti, le responsabilità sono istituzionali, non c'è una compartecipazione, un tavolo in proposito".

Ma se effettivamente la clausola renderà più facile la ristrutturazione del debito sovrano, a questo punto, riferendosi ai titoli di stato italiani, "non li compreremo più", ha detto Patuelli.

"Voglio dire: siamo liberi di comprare quello che vogliamo, non abbiamo vincolo di portafogli. Noi abbiamo in questa fase circa 400 miliardi di debito pubblico italiano. Come investitore il mio problema è che cosa la Repubblica fa per tutelare il debito pubblico. Il problema è il debito pubblico italiano, che non è il debito delle banche".

Ieri la Lega di Matteo Salvini a Lega ha fomentato i dubbi che il premier Giuseppe Conte avesse firmato "magari di nascosto o di notte un accordo in Ue per cambiare il Mes" ha replicato chiedendo con urgenza al premier di riferire in Parlamento.

Il tema Mes è stato protagonista anche dell'intervista rilasciata dal leader del M5S Luigi Di Maio al Corriere della Sera:

Una riforma che stritola l'Italia "è inaccettabile", ha detto il ministro degli Esteri: Ho chiesto la convocazione del vertice" del gruppo (M5S), perchè "in Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire... Conte non ha firmato nulla e questo non è un vertice contro di lui, anzi lo sosteniamo. Ma è giusto fare il punto. Una riforma del Mes che stritola l'Italia non è fattibile", ha detto Di Maio.