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Polemiche dimissioni di Bettini dal cda della Festa del Cinema di Roma

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L'autore Goffredo Bettini durante la presentazione del libro
L'autore Goffredo Bettini durante la presentazione del libro

“Cari amici, sono venuto a sapere che in un confronto istituzionale volto a ridefinire gli assetti delle realtà culturali romane, in particolare in riferimento alla festa del cinema, sono emerse mie presunte indicazioni e volontà. Qualche parola che in passato ho espresso sull’argomento mi è stata richiesta. Ha rappresentato un mio atto di generosità volto a dare un contributo che non pretende minimamente di condizionare scelte la cui responsabilità è in primo luogo del Sindaco Roberto Gualtieri”. Lo scrive Goffredo Bettini, dirigente del Pd, in una lettera da lui stesso pubblicata indirizzata a Nicola Zingaretti, Dario Franceschini e Roberto Gualtieri. “Vi prego quindi anche nelle discussioni istituzionali future di non chiamarmi in causa, in nessun modo e per alcun possibile risvolto delle vicende. Comunicherò anche al presidente dell’Istituto Luce Chiara Sbarigia di sollevarmi immediatamente dall’incarico di rappresentare, nel consiglio di amministrazione di Cinema di Roma, l’istituto che ella presiede”.

La lettera indirizzata al presidente del Lazio, al ministro della Cultura e al sindaco di Roma viene pubblicata da Bettini nell’ambito di una smentita inviata al Foglio in relazione a un articolo sulle tensioni con Gualtieri sulle nomine a Roma. “Vorrei non essere ulteriormente distratto dai miei impegni pubblici con discussioni che, nella loro dimensione e per l’assoluta indifferenza che nutro verso di loro, non rientrano negli interessi attuali del mio lavoro”, scrive Bettini ai dirigenti Dem. E al Foglio, in relazione alla ricostruzione dei fatti e in particolare di una riunione del 26 novembre sulle nomine per le istituzioni culturali della capitale, parla di “impressionante stravolgimento dei fatti”.

Bettini sottolinea di non voler intervenire in alcune modo sulle nomine e, con riferimento al passato, di “non aver avuto alcun ruolo nella caduta” di Ignazio Marino. Aggiunge perciò di non aver mai detto di “auspicare la stessa fine per Gualtieri”: “Mi sono speso in modo del tutto disinteressato per dare a Roma un sindaco degno e capace che sta facendo molto bene e che gode della mia stima più assoluta. E che ho ripetutamente sollecitato, si può chiedere a lui, di marcare nei confronti di tutti la sua autorevolezza e autonomia”. Infine, conclude il dirigente Dem, “l’idea che da vent’anni decida sugli assetti della cultura a Roma è semplicemente falsa”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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