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Poliziotti uccisi a Trieste, il video prima di morire

Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, 31 e 34 anni, sono i protagonisti di un video pubblicato su Twitter dalla Polizia: "Poliziotti, grandi amici, insieme per la sicurezza e la serenità dei cittadini di Trieste. Un'eredità di entusiasmo e responsabilità. Matteo e Pierluigi, voi ci sarete per sempre".

Indossano la divisa e sono pronti a iniziare il turno di notte. Il video dei due agenti è stato registrato durante uno dei pattugliamenti notturni. "C'è la Volante 2 questa notte, è tutto a posto. Come sempre si inizia...figli delle stelle. Speriamo bene...e niente buona notte". Mandano un bacio, in sottofondo le note della canzone di Alan Sorrenti.

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La ricostruzione della sparatoria

Alejandro Augusto Stephan Meran, accusato per il duplice omicidio degli agenti di polizia a Trieste, è stato accusato anche di 8 tentati omicidi. Secondo gli inquirenti, infatti, poteva essere una strage con un bilancio ben più grave per via dei 16 colpi sparati da Alejandro con le due pistole sottratte ai due agenti uccisi. Il tutto è stato ripreso dalle telecamere nell'atrio e all'esterno.

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Così il Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, definisce i filmati delle telecamere che hanno ripreso la scena della sparatoria all'interno della questura: "Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche".

VIDEO - L’affetto e il dolore dell’Italia per i poliziotti uccisi a Trieste

Secondo la ricostruzione degli avvenimenti in seguito alla visione dei filmati, dopo aver sparato un colpo uccidendo Rotta, l'agente Demenego sarebbe uscito dalla stanza e sarebbe stato immediatamente colpito da tre proiettili. Una volta a terra, Alejandro gli avrebbe strappato la fondina e piombato nell'atrio della Questura di Trieste: nella mano destra la pistola di Rotta, nella sinistra la fondina di Demenego. Sarebbero 5 i colpi di pistola verso la postazione del piantone. La poliziotta in servizio ha fatto in tempo a ripararsi dietro il muro, mentre un collega rispondeva al fuoco.

Cinque minuti di terrore: sono 16 i colpi sparati da Alejandro, svuotando l'intero caricatore di una ed esplodendo un colpo dalla seconda, e altri 6 dagli agenti.

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Il gip: “Mancano riscontri oggettivi sulla malattia psichica”

Mancano "riscontri oggettivi" su una possibile malattia psichica di Alejandro Stephan Meran. Lo si legge nell'ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per il killer, accusato di duplice omicidio e di 8 tentati omicidi. Il dominicano, autore della sparatoria, ha mostrato, rileva il decreto di fermo, "lucidità" nel portare avanti "l'azione aggressiva". Secondo gli inquirenti le uniche prove in merito a un presunto disagio psichico provengono dalle testimonianze dei familiari e sono dunque di parte.