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Pop Bari, Boccia: "Tutti avvisati all'ultimo, fiducia in Mef e premier"

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Della convocazione di un Consiglio dei ministri sulla Popolare di Bari "anch'io sono stato avvertito solo mezz'ora prima: ero ad Abano Terme e non ho potuto raggiungere Palazzo Chigi. Ma in un governo ci sono temi di competenza dei ministri e se è necessario fare un intervento a mercati chiusi, lo decide il ministro dell'Economia e ci si fida di lui. La posizione del Mef è assolutamente condivisa e l'ipotesi di un ingresso di Mediocredito centrale per rafforzarla e rilanciarla è assolutamente condivisibile". Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia - parlando all'Adnkronos da Pontida (BG) a margine di un incontro con i sindaci delle valli sull'Autonomia - risponde indirettamente alle lamentele esposte dagli esponenti di Italia Viva, che hanno lamentato il brevissimo preavviso per il Cdm di ieri sera. "Siamo lo Stato - aggiunge - chi governa affronta i problemi e non li fugge. Se si crede in un governo si fa così e ci si fida del Ministro dell'Economia e del Presidente del Consiglio". 

"Ai risparmiatori dico: 'Abbiate fiducia dello Stato'. Non solo saranno protetti e tutelati, ma ogni responsabilità sarà accertata" sottolinea Boccia, spiegando che il governo "ha il dovere di intervenire a tutela dei risparmiatori, dei clienti e della stessa storia di una banca che ha contribuito allo sviluppo straordinario di una regione come la Puglia che, come è sotto gli occhi di tutti, 'corre'". 

Certo, aggiunge, "se oggi la Popolare ha dei problemi di tenuta a causa di scelte sbagliate, questi saranno oggetto di accertamento rigoroso nelle sedi proprie che sono quelle della Vigilanza e della magistratura: nessuno avrà sconti, come è giusto che sia". Boccia ricorda "a tutti che è sempre opportuno mettersi nelle mani della magistratura e rispettarne le valutazioni. La politica deve risolvere i problemi, la magistratura invece ne accerta le responsabilità". Quanto alle accuse di una 'disattenzione' della politica locale ai problemi dell'istituto, "se c'è una certezza - dice Boccia - è che nella Popolare di Bari c'è sempre stata una divisione netta e chiara fra banca e politica". 

"La Popolare di Bari è stata una grande banca del Sud per quasi 50 anni, poi dal 2013 in poi è iniziata la fase critica che merita il massimo degli accertamenti delle responsabilità. Il ruolo di Banca volano dello sviluppo dovrà continuare a essere garantito, al di là di questo passaggio, perché il Mezzogiorno ha necessità di un grande istituto che ne accompagni lo sviluppo" sottolinea il ministro all'Adnkronos, ricordando come il processo di crescita di una regione come la Puglia "non riguarda solo le multinazionali ma anche decine di migliaia di aziende locali, che possono diventare grandi se c'è una visione moderna e al tempo stesso capace di leggere le peculiarità territoriali nel rapporto fra impresa e territorio". 

Ma il ministro lancia anche un monito a chi pensasse di approfittare delle attuali difficoltà della Popolare: "Gli avvoltoi sappiano che saranno abbattuti se si faranno vedere. Quello pugliese e barese è un territorio sano in un'economia sana, è un modello di sviluppo" conclude, in cui ci sono prospettive, visti i tassi di crescita, per una Banca legata ai tanti centri di eccellenza delle tante regioni del Sud servite dalla Popolare di Bari e in cui "dovrà essere sempre mantenuta così come è sempre avvenuto in passato e con rigore la distanza fra la banca e la politica. Vale per le banche così come per le imprese in crisi: quando il mercato fallisce l'intervento dello Stato a tutela dei più deboli è un passaggio obbligato. Concetto che si applica per i risparmiatori così come per tutti i lavoratori, fornitori e clienti".