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I portafogli multi-asset a gestione attiva, la nuova frontiera della diversificazione

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I portafogli multi-asset a gestione attiva, la nuova frontiera della diversificazione
I portafogli multi-asset a gestione attiva, la nuova frontiera della diversificazione

L’andamento nel 2020 del comparto MS INVF Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley Investment Management illustra in modo molto efficace i vantaggi di un portafoglio multi-asset gestito attivamente con un obiettivo di volatilità

Gli investitori devono affrontare condizioni di mercato sempre diverse. Devono sapersi destreggiare durante fasi di recessione e ripresa economica, rally e bolle di mercato, rialzi dei tassi d’interesse e contesti inflazionistici. Inoltre, non bisogna dimenticare i cosiddetti eventi “cigno nero”, che rischiano di prendere alla sprovvista anche il più smaliziato degli investitori. La diversificazione, tramite strumenti azionari e obbligazionari combinati in specifiche proporzioni in base all’orizzonte di investimento e al profilo di rischio, è un approccio che funziona. Ma solo fino a un certo punto.

UN MAGGIOR NUMERO DI CLASSI D’ATTIVO

“Siamo convinti che un portafoglio a gestione passiva, anche se ben diversificato, non è in grado di proteggere il patrimonio nelle fasi di forte ribasso del mercato. Al contrario, un gestore multi-asset dispone di un maggior numero di classi d’attivo che può riorganizzare in modo dinamico per gestire il rischio. Occorre tuttavia seguire un approccio veramente attivo e gestire il fondo in base a un obiettivo di volatilità anziché un benchmark”, dichiarano Andrew Harmstone e Manfred Hui, responsabili del team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management.

17 PROFESSIONISTI DEGLI INVESTIMENTI

Secondo loro, “gestione attiva” significa avere una visione prospettica, con un approccio d’investimento basato sulla previsione degli eventi scatenanti dei picchi di volatilità. “Il nostro team dedicato, composto da 17 professionisti degli investimenti, monitora costantemente le condizioni macroeconomiche e geopolitiche globali per individuare nuove potenziali fonti di rischio. Il nostro obiettivo dichiarato è intervenire sulle esposizioni di portafoglio prima dei picchi di volatilità”, sottolineano.

ANTICIPARE LE BRUTTE NOTIZIE

Quando si aspettano che un determinato evento – ad esempio un episodio di instabilità politica, un deterioramento di tensioni commerciali o un netto cambiamento della politica monetaria – innescherà un’impennata della volatilità di mercato, tendono a ridurre – in modo attivo – l’esposizione azionaria. Allo stesso modo, quando si attendono una riduzione del livello di volatilità, incrementano in modo attivo l’esposizione azionaria per sfruttare il potenziale di rialzo. L’obiettivo consiste nell’anticipare le brutte notizie, anziché correggere l’esposizione dopo che la volatilità è aumentata.

GESTIRE LA VOLATILITÀ IN BASE A UN BUDGET DI RISCHIO PREDEFINITO

Si tratta, in estrema sintesi, di gestire la volatilità in base a un budget di rischio predefinito. “Per il fondo MS INVF Global Balanced Risk Control, lanciato a novembre 2011, l’intervallo di volatilità obiettivo è compreso tra il 4% e il 10%: ci proponiamo di generare, attraverso la gestione attiva di un mix di azioni, obbligazioni, titoli legati alle materie prime e liquidità, rendimenti competitivi e di minimizzare la partecipazione alle correzioni di mercato all’interno di questi parametri di volatilità”, puntualizzano.

APPROCCIO DIFFERENTE

È un approccio piuttosto diverso da quello della maggior parte dei gestori che, valutando un investimento rispetto a un benchmark, vanno incontro ad alcuni svantaggi. “Se il mercato di riferimento ha perso il 35% e un portafoglio con tale benchmark è arretrato solo del 30%, il gestore ha fatto meglio del mercato, ma il sottoscrittore ha comunque perso circa un terzo del suo investimento”, spiegano Harmstone e Hui.

IL COMPARTO MS INVF GLOBAL BALANCED RISK CONTROL

L’andamento del comparto MS INVF Global Balanced Risk Control (GBaR) Fund of Funds nel 2020 illustra in modo molto efficace i vantaggi di un portafoglio multi-asset gestito attivamente in riferimento a un obiettivo di volatilità. Per concludere: “Le azioni di Classe A del Comparto hanno generato una performance in euro pari a quasi il 90% del rendimento positivo dell’indice MSCI All Country World (EUR). Ma il ribasso massimo segnato dalla strategia nel corso dell’anno è stato circa del 10%, a fronte del 20% circa dell’MSCI ACWI, e con una volatilità più o meno pari al 10% contro il 23% dell’indice”.

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