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Possibili punti di attrito nella coalizione a guida Meloni

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi affiancato dalla leader del partito Fratelli D'Italia Giorgia Meloni e dal leader della Lega Nord Matteo Salvini durante un incontro a Roma

ROMA (Reuters) - L'alleanza di destra si appresta a conquistare una agevole maggioranza in entrambi i rami del parlamento italiano dopo il voto di ieri, ma i suoi tre principali partner hanno posizioni differenti su importanti dossier, che potrebbero ostacolare l'azione di governo.

Ecco alcune delle questioni chiave che potrebbero generare tensioni tra Fratelli d'Italia (FdI) di Giorgia Meloni, la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi.

EUROPA

Fratelli d'Italia e la Lega hanno entrambi chiesto in passato l'uscita dell'Italia dalla zona euro, mentre Forza Italia si è solitamente presentata come una forza moderata e pro-europea.

Meloni e Salvini continuano a prendere di mira i "burocrati di Bruxelles" nei loro discorsi, ma Meloni ha recentemente cercato di ridisegnare FdI come un partito conservatore più moderato, mentre Salvini rimane più aggressivo.

I tre partiti appartengono a gruppi diversi del Parlamento europeo: Forza Italia è nel Partito Popolare Europeo, FdI è con il Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei, mentre la Lega è nel gruppo Identità e Democrazia.

Quando la settimana scorsa la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, rispondendo a una domanda sull'Italia, ha detto che la Ue ha "strumenti" per affrontare i governi che non rispettano i valori comunitari, Salvini ha denunciato i suoi commenti come "vergognosa arroganza".

Meloni è stata invece molto più contenuta, limitandosi ad invitare von der Leyen a essere "prudente".

UCRAINA

Meloni si è espressa con forza a sostegno della linea dura contro la Russia sostenuta da Nato e Ue, impegnandosi a mantenere le sanzioni occidentali e a continuare a inviare armi a Kiev.

Berlusconi e Salvini, che in passato hanno spesso espresso la loro ammirazione per Putin, sono stati molto meno netti. Il leader della Lega ha invitato alla cautela sulle sanzioni, mentre Berlusconi ha scatenato l'indignazione venerdì scorso quando ha detto che Putin ha invaso l'Ucraina per installare un governo di "persone perbene".

BILANCIO

Il primo compito del nuovo governo sarà quello di redigere la legge di bilancio per il 2023. Salvini chiede un aumento del deficit di 30 miliardi di euro per proteggere famiglie e imprese dall'aumento dei costi energetici, ma Meloni si è opposta, invitando alla "cautela" con le finanze pubbliche.

Gli alleati hanno ciascuno proprie proposte fiscali e alcune dovranno essere abbandonate per evitare di far saltare i conti pubblici. La Lega vuole applicare immediatamente un regime di flat tax del 15% ai lavoratori autonomi che guadagnano fino a 100.000 euro l'anno, mentre Forza Italia vuole aumentare le pensioni minime a 1.000 euro al mese.

REVISIONE DEL PNRR

Fratelli d'Italia afferma che il piano di investimento di oltre 200 miliardi di euro di fondi europei per la ripresa post-Covid deve essere adeguato alle nuove sfide emerse dopo la guerra in Ucraina, tra cui l'impennata dei prezzi dell'energia.

Berlusconi ha detto che potrebbero essere possibili piccole correzioni, ma sarebbe "illogico e pericoloso" chiedere revisioni sostanziali.

REDDITO DI CITTADINANZA

Altro motivo di attrito potrebbe essere il "reddito di cittadinanza" introdotto nel 2019. Il manifesto elettorale di FdI ne chiede l'"abolizione", anche se negli ultimi giorni Meloni ha cambiato rotta, affermando che sarà mantenuto per "le persone impossibilitate a lavorare". Forza Italia, al contrario, ha chiesto di aumentarlo e uno stretto collaboratore di Berlusconi ha detto che dovrebbe essere "raddoppiato" per i più poveri.

RIVALITÀ PERSONALI

I rapporti tra Meloni e Salvini sono stati spesso tesi quando le sorti dei loro partiti sono cambiate. Tre anni fa la Lega si attestava intorno al 35%, mentre FdI era a una sola cifra. Ora FdI è il partito più popolare in Italia e il sostegno alla Lega è crollato. Se Salvini sopravvive come leader del partito, dovrà trovare un modo per contrastare la crescente popolarità di Meloni, il che probabilmente causerà attriti. La leader di Fratelli d'Italia dovrà anche lottare per tenere sotto controllo l'85enne e talvolta imprevedibile Berlusconi.

AUTONOMIA REGIONALE

La Lega sta spingendo per dare più poteri alle ricche regioni del nord, dove ha le sue roccaforti, una mossa che secondo i critici significherebbe una "secessione dei ricchi". La Meloni ha messo l'elezione diretta del capo dello Stato in cima alla sua agenda, creando un potenziale scontro su quali siano le priorità del governo in termini di riforme istituzionali e costituzionali.

(Gavin Jones e Angelo Amante; versione italiana Stefano Bernabei, editing Claudia Cristoferi)