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Post-coronavirus, un’epoca d’oro per le società farmaceutiche

Fabrizio Arnhold
Post-coronavirus, un’epoca d’oro per le società farmaceutiche

In periodi di forti turbolenze sui mercati finanziari, per Columbia Threadneedle Investments, le società farmaceutiche europee si affermano quali titoli growth difensivi e di alta qualità

Cosa fare nelle fasi di incertezza sui mercati? “Investire in società growth difensive e di alta qualità, con solidi bilanci e una storia di innovazione paga”, è il commento di Isabel Buccellati, analista azionario senior di Columbia Threadneedle Investments. “Da questo punto di vista, nessuno regge il confronto con le aziende farmaceutiche europee”. In un periodo in cui si punta molto sullo sviluppo di medicinali innovativi, queste società sono destinate a espandersi, considerando che nella pipeline superano il numero di brevetti in scadenza.

LE SOCIETÀ FARMACEUTICHE PORTO SICURO NELLA CRISI

Il coronavirus ha creato crisi profonde per molte società, ma non per quelle farmaceutiche europee che per Columbia Threadneedle Investments “sembrano al sicuro”, soprattutto le aziende di grandi dimensioni come “AstraZeneca, GlaxoSmithKline, Novartis, Novo Nordisk, Sanofi e Roche”. Guardando ai rendimenti, questi titoli in media offrono tassi attorno al 3,5%, coperto due volte dagli utili, rafforzati dalle solide pipeline di farmaci.

LA CRESCITA SPINTA DA TECNOLOGIE INNOVATIVE

A spingere la crescita delle società farmaceutiche ci sono le tecnologie innovative, quali la genomica (la branca della biologia molecolare che si occupa dello studio del genoma degli organismi viventi). “Ciò si è tradotto nell'avvento di un'epoca d'oro per la scoperta di nuovi medicinali, che procede a un ritmo sempre più incalzante grazie a farmaci rivoluzionari per patologie come tumori polmonari e del sangue, psoriasi, dermatiti, diabete, sclerosi multipla ed emofilia”, spiega Buccellati che cita anche programmi interessanti per l’anemia, l’obesità e le malattie rare.

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IL CONTESTO FAVOREVOLE

La crescita non è solo legata al coronavirus, il contesto favorevole per il settore farmaceutico, infatti, è dovuto anche al progressivo invecchiamento della popolazione e dal crescente fabbisogno di medicinali. “Con l'incremento del benessere nei mercati emergenti come la Cina, sono destinate ad aumentare anche le esigenze sanitarie della classe media”, prosegue nella sua analisi Isabel Buccellati. “La Food and Drug Administration, che disciplina lo sviluppo farmaceutico negli Stati Uniti, sta facendo la sua parte, adottando un approccio più positivo verso i nuovi medicinali e un iter di approvazione più rapido”. Il risultato è un comparto caratterizzato da margini di profitto eccezionalmente elevati.

TRE RISCHI DA NON SOTTOVALUTARE

Il contesto è buono, ma le società farmaceutiche europee non sono esenti da rischi. Per Columbia Threadneedle Investments “c’è sempre il pericolo che i farmaci in fase di sviluppo non soddisfino le aspettative o che insorgano problematiche legate alla sicurezza dei medicinali” che possono portare a “un crollo delle quotazioni azionarie”. In secondo luogo, guardando al mercato statunitense, se il prossimo presidente dovesse essere democratico, è possibile un’estensione del programma Medicare, con il conseguente obbligo di ribasso per il prezzo dei medicinali. Il terzo rischio da non escludere interessa le vertenze legali.

L’INNOVAZIONE DI NOVO NORDISK

Novo Nordisk, con sede in Danimarca, è un esempio di società difensiva con prospettive di crescita interessanti. “È il primo produttore di farmaci iniettabili per il diabete e l'obesità, e genera una crescita del fatturato sostenibile superiore alla media del settore”, continua l’esperta di Columbia Threadneedle Investments. “Nei periodi più rosei le aziende come questa sono indubbiamente appetibili, ma è proprio nelle fasi di forte turbolenza dei mercati finanziari e del contesto economico che si distinguono per la loro stabilità”.