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Prandini: prezzi materie prime record, puntare su accordi filiera

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Image from askanews web site
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Roma, 4 nov. (askanews) -Con le quotazioni delle materie prime alimentari che hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da oltre dieci anni, trainati dai forti aumenti per oli vegetali, zucchero e cereali, servono accordi di filiera che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto "equo", basato sugli effettivi costi sostenuti. Lo sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini commentando l'Indice mensile elaborato dalla Fao, che ha raggiunto a ottobre 2021 il valore massimo dal luglio 2011.

Con la pandemia da Covid, rileva la Coldiretti, si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici, che spingono la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l'alimentazione delle popolazione.

L'emergenza Covid sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime anche nel settore agricolo nazionale, che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini. L'Italia, ribadisce l'associazione, ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all'atteso piano proteine nazionale per l'alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri.

"L'aumento delle quotazioni conferma che l'allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro", aggiunge Prandini che conclude ricordando i progetti concreti immediatamente cantierabili proposti nel Pnrr per favorire una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale. "Digitalizzazione delle aree rurali, recupero terreni abbandonati, foreste urbane per mitigare l'inquinamento in città - ricorda Prandini - invasi nelle aree interne per risparmiare l'acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari dai cereali all'allevamento, dalla quarta gamma fino all'olio di oliva" sono alcuni esempi di questi piani strategici elaborati dalla Coldiretti insieme a Filiera Italia nell'ambito del Recovery plan.

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