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Presa d’atto di una triste realtà

Pierluigi Gerbino
·2 minuto per la lettura

I mercati stanno facendo quel che ci aspettavamo.

Sembrava così strano che continuassero a mantenersi vicini ai massimi, ignorando due enormi macigni, fonte di incertezza, che sono le elezioni americane con tutti i possibili strascichi di un voto equilibrato, ed il dilagare della Pandemia nel mondo occidentale, che obbliga tutti i governi d’Europa ad inasprire la stretta alla mobilità e prendere in considerazione lockdown anche molto vasti.

Così come sembrava strano che continuassero ad aggrapparsi a speranze di vedere il varo di cospicui aiuti all’economia USA con un accordo bipartisan tra repubblicani e democratici ad una settimana dal voto, che avrebbe portato vantaggi elettorali solo a Trump.

Questa settimana i nodi sono venuti al pettine.

Di accordo pre-elettorale in USA non si parla più ed il mercato sta amaramente realizzando che, se a marzo ed aprile i lockdown totali hanno provocato un’ecatombe media sull’azionario mondiale da 35-40 punti percentuali di ribasso dai massimi storici, la prospettiva di nuovi lockdown, sebbene parziali, potrebbe provocare ribassi anch’essi parziali, ma consistenti. Magari non un altro 40% di calo, ma direi che un -15-20% dai massimi sarebbe nell’ordine del buon senso.

Allora questa settimana gli indici americani si stanno portando avanti col lavoro ed hanno iniziato quell’onda (C) ribassista che, dopo la prima sferzata correttiva (onda A) ed il successivo rimbalzo che ha recuperato quasi tutto il calo (onda B), dovrebbe andare a completare la correzione autunnale al di sotto dei minimi settembre, che sull’indice più importante di tutti, l’americano SP500, furono realizzati il giorno 24 a 3.209 punti.

Come tutte le fasi impulsive si candida ad avere un ritmo mozzafiato, almeno pari a quello dell’onda A, e magari anche a fare abbastanza in fretta il suo lavoro di sgombero delle illusioni. 

Dopo il forte calo di martedì, solo in parte recuperato e reso meno indigesto da un rimbalzo dell’ultima parte della seduta, ieri il tentativo di rimbalzo è presto fallito ed il mercato è tornato verso i minimi di martedì, lasciando ad oggi il compito di testarli.

Lo sfondamento potrebbe accelerare il percorso di discesa e produrre una settimana decisamente pessima.

Aspettiamo il test odierno e, se avverrà lo sfondamento di 3.365, domani cercheremo di individuare qualche obiettivo ribassista da raggiungere alla fine di questa correzione.

Superfluo ricordare che comprare la debolezza questa volta potrebbe essere molto dannoso.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online