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Previdenza: bozza Commissione, non praticabile separazione netta da assistenza

·3 minuto per la lettura

"Non appare praticabile una separazione netta tra previdenza e assistenza". E' questa, a quanto apprende l'Adnkronos, la conclusione a cui è arrivato il gruppo ristretto della Commissione tecnica di studio chiamato a valutare la possibile separazione tra interventi previdenziali e quelli assistenziali. Dopo circa 5 mesi di lavoro la task force presenterà domani in plenaria, alle parti sociali, il dossier completo: circa 70 pagine per spiegare come il confine tra previdenza e assistenza sia labile e come la natura degli interventi spesso ibrida non consenta di separare le fonti di finanziamento. Ma soprattutto, come si legge ancora nella bozza che sarà sottoposta alle ultime limature, "il guardare alla spesa previdenziale al netto degli interventi finanziati dalla tassazione non può essere considerato un modo per 'reperire risorse' per maggiori spese pubbliche, dal momento che le imposte versate sulle prestazioni sociali sono già destinate al finanziamento di altre componenti del bilancio pubblico".

Un rush finale, quello di domani, che arriva giusto allo scadere del mandato del pool tecnico creato dall'ex ministro Poletti, rilanciato dall'ex ministro Catalfo e reso operativo dall'attuale ministro del Lavoro, Orlando, previsto a fine anno, ma voluta fortemente anche dai sindacati, sopratutto Cisl e Uil, che hanno sempre sollecitato una rilettura separata della spesa per rendere più trasparenti i dati per una valutazione più efficace in vista della riforma della legge Fornero.

Integrazione al minimo, 14esima, maggiorazioni sociali ma anche Tfr, assegno sociale di disoccupazione, ma anche Rdc, infatti, annotano i tecnici, sono tutti interventi dalla natura ibrida "che cumulano caratteri propri tanto della assistenza che della previdenza". Una mescolanza di interventi resi necessari, si legge, per rispondere "a dinamiche del mercato del lavoro che possono esporre a rischi di povertà durante tutte le fasi di vita coloro che affrontassero carriere lavorative frammentate e/o a bassa retribuzione".

Né può essere utilizzato "come criterio per la quantificazione della spesa previdenziale", spiega ancora la Commissione, il riferimento al canale di finanziamento: se cioè l'intervento sia stato pagato con i contributi sociali o a valere sulla fiscalità generale. Non solo. L'impraticabilità di pervenire ad una separazione tra assistenza e previdenza, si legge ancora nella bozza, è dovuto anche al fatto che in Italia la spesa pensionistica, "è oggetto di varie classificazioni effettuate da Istat, Rgs, Inps, per scopi e con criteri differenti (quali la funzione, la tipologia delle prestazioni, i soggetti, la programmazione degli obiettivi di finanza pubblica e il monitoraggio della spesa sociale, nonché l’analisi di sostenibilità del debito pubblico), e non sempre è presente la distinzione tra previdenza e assistenza", anche se i dati sono confrontabili e raccordabili tra loro.

Manca dunque, in sostanza, una definizione univoca rappresentativa dei vari interventi che fornisca una corretta identificazione ufficiale di quello che potrebbe essere considerato assistenza o previdenza. Il tema della separazione, comunque, è e resta, annota ancor la Commissione, un tema prettamente italiano: a livello europeo, infatti, il sistema di rilevazione dati, l'European system of integrated social protection statistics, "non prevede la distinzione delle prestazioni erogate in base alla dicotomia tra previdenza e assistenza".

Il sistema Ue infatti guarda principalmente alle funzioni a cui rispondono le varie prestazioni sociali (protezione contro rischi connessi a salute, vecchiaia, invalidità, superstiti, disoccupazione, carichi familiari, problemi abitativi ed esclusione sociale non altrove classificata). All’interno di ogni funzione si distinguono le prestazioni il cui accesso non è condizionato al reddito da quelle condizionate al reddito. In Italia finirebbero in questa casistica sia l'assegno sociale che il Reddito di cittadinanza.

(di Alessandra Testorio)

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