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##Previsioni Ue, crescita peggiore in Italia, Germania... -2

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Bruxelles, 13 feb. (askanews) - Durante la conferenza stampa, rispondendo a una domanda sugli investimenti pubblici in Italia, Gentiloni aveva insistito sul loro effetto positivo, e lamentato che restano insufficienti in tutta l'Europa. "Noi vorremmo - ha affermato - un ritmo di investimenti molto più significativo, non soltanto in Italia, ma nell'insieme dell'Eurozona e dell'Ue".

"Lo sforzo d'investimento che è stato fatto in questi anni produce senz'altro degli effetti positivi, ma è sempre una questione di misura. La misura degli investimenti pubblici - ha sottolineato - è tuttora largamente insufficiente. Ricordo che negli ultimi 10 anni" nell'Ue e non solo in Italia, "la quota degli investimenti pubblici è calata dal 3,7% al 3%". Tornando all'Italia "maglia nera" della crescita, l'ex premier ha osservato che "il rallentamento dell'economia italiana è dovuto, nel quadro di un rallentamento generale della crescita europea, a dati particolarmente negativi nell'ultimo trimestre dell'anno scorso, che hanno ridimensionato i segnali di ripresa che si erano manifestati nel corso dei precedenti trimestri del 2019".

"Tuttavia speriamo - ha aggiunto Gentiloni - che da quei dati negativi di fine anno l'economia italiana possa dare ulteriori segni di ripresa, come sembrano esserci già all'inizio del 2020, e quindi recuperare un po' del ritardo rispetto alla media dei paesi europei. Ma - ha precisato - voglio essere molto chiaro: l'Europa, comunque, in generale attraversa un periodo di crescita più lenta e più limitata di quella che abbiamo avuto fino al 2018".

Quanto alla manovra finanziaria italiana, il commissario ha ricordato che le previsioni di oggi erano solo una fotografia della situazione, che non prevede valutazioni o raccomandazioni politiche. "Le valutazione sulle politiche - ha spiegato - le faremo nel corso del semestre, con diversi passaggi: avremo i rapporti paese per paese, poi le raccomandazioni nei confronti di ogni paese, poi esamineremo i programmi di riforma e di stabilità dei diversi Stati membri, e alla fine di maggio o inizio giugno la Commissione darà le sue opinioni".

Oggi, ha rilevato, "quello che registriamo è che, nel quadro di un rallentamento generale della crescita economica nell'Eurozona, confermato da queste previsioni, e che era già emerso l'anno scorso, certamente il rallentamento è più accentuato in Italia; e questo nonostante il dato finale del 2019 sia dello 0,1% più favorevole rispetto alle nostre precedenti previsioni".  "Certo, il Paese risente di alcuni fattori esterni - ha ripetuto Gentiloni durante la conferenza stampa -, ma altrettanto certamente ci sarà bisogno di lavorare molto nei prossimi mesi" su quelli che il commissario ha definito "problemi strutturali che conosciamo bene e che spetta al governo e al Parlamento italiano affrontare". L'ex premier si è detto quindi "convinto che il governo instaurerà un dialogo con la Commissione perché questo lavoro vada nella buona direzione".

"Siamo in una fase preliminare - ha aggiunto più tardi il Gentiloni rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine -, e io credo che il governo italiano sia consapevole della necessità di tenere gradualmente il debito in un percorso di riduzione. La scommessa è quella di riuscire a farlo conservando una politica espansiva, non perdendo - ha sottolineato - l'occasione degli investimenti collegati soprattutto alla transizione ecologica. E io mi auguro che il contesto europeo possa favorire un 'mix' di politiche di questo genere". Il riferimento è evidentemente alla revisione in corso del Patto di stabilità dell'Eurozona, volta fra l'altro a dare un trattamento più favorevole alla spesa per gli gli investimenti verdi. Vedere l'Italia abbandonare finalmente la maglia nera della crescita in Europa  "diciamo che non è il mio obiettivo istituzionale; però mi farebbe molto piacere, non c'è dubbio", ha concluso Gentiloni, rispondendo a un'ultima domanda dei giornalisti.