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Prezzi Gas: Previsto un Forte Aumento dell’Attività Estrattiva Negli USA Fino al 2035

Federico Dalla Bona
·4 minuto per la lettura

I prezzi del future sul Gas Naturale quotato al Nymex hanno esteso questa settima fino al +14.75% circa il recupero in atto dai minimi del 18 marzo scorso (quota 2.422), con un picco relativo raggiunto ieri 22/04 a 2.779. Alle 16.10 CET di oggi le quotazioni sono leggermente negative (-0.22%) ma non ci sono novità di rilievo da segnalare rispetto allo scenario tecnico già noto, che punta ad un ulteriore allungo fino alla zona dei 2.850.

Si prevede che la produzione di gas naturale negli Stati Uniti raggiungerà nel 2022 il nuovo record di 93,3 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcfd), per poi continuare ad aumentare anche in seguito, oltrepassando la soglia dei 100 Bcfd nel 2024. Lo riferisce la più recente analisi di Rystad Energy, società norvegese di ricerca energetica e business intelligence.

Secondo Rystad le prestazioni dei principali bacini di estrazione del gas del Paese si avviano ad attirare un crescente interesse da parte del mercato e degli investitori internazionali, pur con un’attenta attività di monitoraggio volta ad evitare i potenziali rallentamenti dovuti alle regolamentazioni sull’emissione di CO2. In questa delicata fase di passaggio alla “Green Economy” sono proprio le regole dei singoli Paesi, in gran parte contraddittorie o addirittura tutte da scrivere (come accade in Europa), a poter rappresentare un ostacolo alla diffusione del gas naturale come combustibile privilegiato a scapito del petrolio.

La produzione statunitense di gas naturale aveva già nel 2019 raggiunto il record di 92,1 miliardi di piedi cubi al giorno, ma lo scorso anno la produzione è scesa a 90,8 a seguito della pandemia Covid-19, osserva Rystad. La società si aspetta che i volumi nel 2021 scendano ancora fino a 89,7 Bcfd, ma ha aggiunto che la tendenza alla diminuzione cambierà rapidamente mano a mano che l’effetto della pandemia si andrà attenuando, consentendo il ritorno pieno dell’attività nei principali bacini di gas del Paese.

Sempre secondo Rystad la maggiore crescita nell’estrazione dovrebbe concentrarsi nei giacimenti Haynesville Shale, generando un potenziale rischio “collo di bottiglia” in fase di distribuzione, a meno che non venga approvata nel frattempo la costruzione di più gasdotti. Si prevede che Haynesville possa aumentare la produzione di un 86% circa nel periodo dal 2020 al 2035, arrivando a rappresentare circa il 21% della produzione complessiva di gas degli USA, rispetto al 13% dello scorso anno.

Più di 5 miliardi di piedi cubi di crescita nell’estrazione di gas sono previsti entro il 2035 anche per la regione del Delaware e dai giacimenti Permiano Midland, un incremento guidato principalmente dal Delaware. Infine, un ulteriore +16% giungerà dai Monti Appalachi (giacimenti Marcellus e Utica) prima che si arrivi inevitabilmente ad un plateau finale.

L’analisi di Rystad Energy ha mostrato che il bacino degli Appalachi è stato il migliore del suo genere negli Stati Uniti nel 2020 per quanto riguarda l’intensità delle emissioni di CO2, con 7,1 kg di CO2 per barile di petrolio equivalente (boe). La regione degli Appalachi è seguita da Haynesville Shale, con un’intensità di CO2 di 7,5 kg di CO2 per boe, Niobara con 10,6 kg di CO2 per boe, il Bacino Permiano con 10,9 kg di CO2 per boe, Eagle Ford nel Texas meridionale con 11 kg di CO2 per boe e il set Bakken con 20,7 kg di CO2 per boe.

“Un tale livello di prestazioni in termini di intensità di CO2 porta l’Appalachia al primo quartile tra tutti i giacimenti di petrolio e gas a livello globale”, ha affermato Emily McClain, analista senior di Rystad. “Mano a mano che il bacino diventerà più maturo e verranno implementate le migliori pratiche ESG moderne, prevediamo che Appalachia migliorerà ulteriormente il suo grado di emissione di CO2 già nel breve giro di 3-4 anni”, ha aggiunto McClain nella dichiarazione.

Il Quadro Tecnico per il Gas Naturale

Da un punto di vista tecnico dobbiamo aggiornare la posizione dei supporti che si sono alzati, in risposta agli ultimi rialzi dei prezzi, portandosi a 2.733 e 2.702/712. Tali livelli costituiranno punti di probabile reazione in caso di arretramenti fra oggi e lunedì. Il supporto principale è posto comunque non prima di area 2.619/2.631, e solo la violazione di quest’ultimo livello (confermata con una chiusura daily) potrebbe imporre una revisione al quadro rialzista vigente. L’obiettivo è posto a 2.852/855.

Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

This article was originally posted on FX Empire

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