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Prezzi Oro: Mercato Asiatico sempre più Importante per Sostenere le Quotazioni

Federico Dalla Bona
·2 minuto per la lettura

“La domanda di oro fisico da parte di acquirenti e investitori asiatici potrebbe arginare a breve il calo dei prezzi, che recentemente sono stati colpiti dall’aumento dei rendimenti obbligazionari”. Lo ha dichiarato a Bloomberg TV Suki Coppoer, della Standard Chartered Bank di Londra, sottolineando come il mercato asiatico del metallo fisico stia diventando “sempre più importante nel fissare il prezzo minimo”.

La resilienza del dollaro e i rendimenti del Tesoro USA a 10 anni, che si stanno mantenendo ai livelli più alti da oltre un anno a questa parte, pesano sulle quotazioni del metallo prezioso che non offre interessi. Secondo il rapporto stilato dalla banca, però, una forte domanda di lingotti fisici ne sta spingendo al rialzo i prezzi in particolare a Singapore, Hong Kong e Thailandia.

Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha ribadito in un editoriale del Wall Street Journal che la banca centrale continuerà a fornire aiuti all’economia “per tutto il tempo necessario” poiché la ripresa è lungi dall’essere completa. Nel contempo, il presidente della Fed di Richmond, Thomas Barkin, ha dichiarato domenica che non ci sono ancora segni di pressioni inflazionistiche indesiderate.

I lingotti sono scesi di circa l’8% quest’anno con gli investitori che hanno privilegiato attività più rischiose, sebbene il ruolo di copertura contro l’inflazione abbia comunque contribuito a dare un certo sostegno ai prezzi dell’oro.

La Federal Reserve continua a proiettare tassi di interesse vicini allo zero fino al 2023, nonostante preveda che l’inflazione possa portarsi sopra al suo obiettivo del 2%. I mercati sospettano quindi una stretta prima del previsto dalla Fed, anche se il chiaro messaggio del governatore Powell è che non c’è intenzione di inasprire la politica dei tassi fino a quando non si saranno compiuti progressi “effettivi”.

Il quadro tecnico per l’Oro

Da un punto di vista tecnico il recupero dei prezzi che prosegue dai minimi dell’8 marzo (quota 1673.30) è giunto in avvio di settimana alla metà del “guado”, con i valori che oscillano pressappoco a mezza via fra l’area di supporto principale di breve periodo aggiornata fra 1673/1687, e le resistenze principali settimanali situate a 1786/91 e 1811/1813. Eventuali riavvicinamenti alla zona del supporto saranno da considerare fino a venerdì prossimo come occasioni di acquisto, puntando al raggiungimento almeno della prima resistenza.

Per quanto riguarda le sessioni di martedì 23 e mercoledì 24 in particolare, consideriamo lo spazio fra i supporti di quota 1728 e 1720.40/22.40 e la resistenza di quota 1757.80/58.00 come zona di accumulazione, passibile di ripetuti cambi di tendenza al suo interno preparatori alla rottura rialzista. Non ci dovrebbe quindi essere il rischio di test dell’area di supporto principale, già menzionata, a 1673/1687.

Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

This article was originally posted on FX Empire

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