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Prezzi Petrolio: In Arrivo Investimenti Enormi Dai Principali Protagonisti Globali

Federico Dalla Bona
·5 minuto per la lettura

I prezzi del future sul Petrolio Greggio WTI quotati al Nymex sono reduci da un’impennata fino ai massimi toccati oggi (martedì 20) a 64.38, con un incremento complessivo che si è ormai spinto fino al +12.45% rispetto ai minimi relativi del 23/03. Da sottolineare che il raggiungimento dei massimi odierni è stato immediatamente seguito dall’avvio di ingenti prese di beneficio, con una perdita misurata da massimo a minimo intraday pari al -4.54% circa.

Fra le notizie che possono aver contribuito ai recupero delle ultime giornate annoveriamo quella giunta dai Paesi del Golfo, i quali hanno annunciato uno stanziamento fino a 10 miliardi di dollari in nuovi progetti nel settore del petrolio e del gas durante il primo trimestre del 2021. La somma equivale a poco meno del 30% dell’intero esborso statale per lo sviluppo di piani produttivi in tutti i settori economici. Lo riporta oggi il sito TradeArabia.com, citando fonti del provider di construction intelligence BNC Network che è particolarmente attivo in Africa e Medio Oriente.

La parte del leone in quanto ad investimenti nella regione la farà l’Arabia Saudita, che si è impegnata nel primo trimestre a coprire il 54% dell’ammontare complessivo delle spese per i vari progetti, seguita dal Qatar con il 21%. In particolare nel settore del petrolio e del gas il Qatar risulta invece il principale contributore, avendo annunciato un piano di ulteriore potenziamento a breve della propria capacità di estrazione e vendita di gas naturale liquefatto (GNL).

Ricordiamo che già a febbraio di quest’anno Qatar Petroleum ha deciso di incrementare l’impegno per la realizzazione del condotto estrattivo North Field East (NFE), che dovrà aumentare la capacità di produzione di GNL del Qatar dagli attuali 77 milioni di tonnellate all’anno fino a 110 milioni di tonnellate entro il 2025.

Il progetto, che dovrebbe vedere la luce nel corso del quarto trimestre 2025, costerà 28,75 miliardi di dollari USA e risulta quindi a livello globale uno dei maggiori investimenti degli ultimi anni nel settore estrattivo. La seconda fase dell’espansione sarà invece incentrata sul progetto North Field South (NFS), che allargherà ulteriormente la capacità di produzione di GNL del Qatar da 110 a 126 milioni di tonnellate all’anno, con data di inizio produzione prevista per il 2027.

Ma se nel medio oriente si investe, oltreoceano non si sta certo a guardare. La statunitense Exxon ha annunciato un ambizioso progetto di cattura e stoccaggio del carbonio, con l’obiettivo di togliere dall’atmosfera fino a 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno entro il 2040.

Soprannominato Houston Ship Channel CCS, il progetto richiederà la partecipazione di enti pubblici e privati. Richiederà anche l’incredibile cifra di 100 miliardi di dollari di investimenti per catturare le emissioni di anidride carbonica generate dagli impianti petrolchimici e immagazzinarle sotto il Golfo del Messico.

“Il nostro obiettivo è creare un’economia di scala che consenta di ridurre i costi di riassorbimento dell’anidride carbonica, creando posti di lavoro e mitigando le emissioni”, lo ha riferito in un’intervista a Reuters Joe Blommaert, presidente della divisione Low Carbon Solutions di Exxon. “Il CCS dovrà consentire agli Stati Uniti di catturare e immagazzinare in sicurezza centinaia di milioni di tonnellate di CO2 ogni anno che altrimenti verrebbero rilasciate nell’atmosfera”, ha detto il dirigente nell’annuncio ufficiale del progetto.

La creazione di una apposita divisione aziendale, dedicata alla ricerca di soluzioni per ridurre le emissioni di carbonio è una novità per Exxon, dovuta alla crescente pressione sulla società – anche da parte degli stessi Soci, perché abbandoni la sua attività principale di estrazione e lavorazione di petrolio e gas per dedicarsi ad attività con impronta ecologica inferiore. Exxon ha deciso quindi di puntare sulla grande scommessa della cattura e stoccaggio del carbonio. Già adesso l’azienda rappresenta un pilastro in questo settore emergente, avendo a livello globale un quinto della capacità complessiva di cattura del carbonio grazie ai suoi tre stabilimenti negli Stati Uniti, in Qatar e in Australia.

La nuova divisione aziendale di Exxon ha a disposizione un portafoglio di circa 3 miliardi di dollari da investire in soluzioni a bassa emissione di carbonio fino al 2025, in aggiunta ai 10 miliardi già investiti dal 2000. Il problema di base quando si parla di cattura e stoccaggio del carbonio è essenzialmente, come si vede bene dalle cifre, la questione dei costi enormi. E’ inevitabile quindi pensare a delle partnership che dovranno necessariamente vedere coinvolti l’industria privata con il supporto dei singoli Stati.

Il Quadro Tecnico per il Petrolio Greggio

Da un punto di vista tecnico segnaliamo il raggiungimento della proiezione rialzista più lontana fissata con l’approfondimento del 14/04, quota 64.20. A nostro avviso ci sarebbero anche da subito le condizioni per un’inversione al ribasso fino ai supporti di quota 58.80 e 57.30. Non possiamo tuttavia escludere un ultimo “colpo di coda” rialzista in settimana fino al test pieno delle resistenze in zona 65.65 e 66.60/67.00, che comunque sono punti di ripiegamento. L’area fra supporti e resistenze è zona di probabile distribuzione, per cui passibile al suo interno di ripetuti cambi di tendenza finalizzati alla rottura ribassista, con obiettivo a 55.00/55.10.

Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

This article was originally posted on FX Empire

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