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Prezzi Petrolio: le Cause dietro alla Maggiore Correzione degli ultimi 5 Mesi

Federico Dalla Bona
·3 minuto per la lettura

Il future sul petrolio greggio ha concluso la scorsa settimana in calo del -6.39% rispetto alla chiusura del venerdì precedente. Il ribasso dai massimi dell’08/03 (quota 67.98) era riuscito a estendere in corso di ottava fino a 58.20, raggiungendo un’estensione del -14.39%, la più ampia registrata al ribasso su questo mercato da quasi 5 mesi.

L’arretramento dei prezzi dell’Oro Nero è la risultante di una miscela di fattori che comprendono un dollaro più forte, un ulteriore aumento delle scorte di greggio e carburante negli Stati Uniti, oltre al peso della sempre presente pandemia COVID-19.

Da evidenziare in questo contesto la pubblicazione dei dati relativi all’utile netto del gigante del settore Saudi Aramco, che domenica ha riportato un -44% di utile per il 2020 rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, gli analisti hanno dovuto puntare il dito contro i volumi venduti più bassi ed i margini di raffineria indeboliti, poiché la pandemia di Coronavirus ha depresso la domanda mondiale.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia, con sede a Parigi, ha affermato mercoledì scorso di non aspettarsi che i prezzi del petrolio entrino in un super-ciclo rialzista. “La retorica del ‘super-ciclo’ del prezzo del petrolio sta finalmente cominciando a cedere di fronte ai colpi della realtà. L’attuale sentiment negativo è stato rintuzzato dai dubbi in Europa sul vaccino AstraZeneca e poi rafforzato ulteriormente dall’aumento di 2,4 milioni di barili nelle scorte di greggio degli Stati Uniti“, come riporta Louise Dickson, analista del mercato petrolifero per Rystad Energy.

I dati del governo degli Stati Uniti di mercoledì hanno mostrato che le scorte di greggio sono aumentate per quattro settimane consecutive dopo il forte freddo in Texas, che aveva portato alla chiusura forzata delle raffinerie.

Anche il forte aumento del valore del dollaro dopo la riunione della Federal Reserve statunitense ha contribuito alla svendita del petrolio. Un dollaro più forte rende il petrolio più costoso per i possessori di altre valute.

Per finire, il rallentamento di alcuni programmi di vaccinazione e la prospettiva di ulteriori restrizioni per il controllo del Coronavirus hanno mitigato le aspettative di una ripresa del consumo di carburante.

Il Quadro Tecnico del Petrolio per la nuova settimana

I principali riferimenti tecnici per la settimana entrante sono i supporti aggiornati a 58.50/58.66 ed a 56.24/56.54, oltre alle resistenze di area 63.20/64.04 e di quota 66.40/66.86. Per il momento non ci sono indicazioni di esaurimento della tendenza rialzista che sale da aprile dell’anno scorso, per cui consideriamo ancora attivo un target rialzista aggiornato a 69.40/69.68 [grafico sotto]

L’area compresa fra supporti e resistenze è tuttavia zona di provvisoria stabilizzazione per il breve periodo, per cui ci dobbiamo aspettare nelle prossime 3-5 giornate dei ripetuti cambi di tendenza all’interno del range tra i livelli tecnici. Tradotto in termini di operatività “veloce”, le resistenze sono da considerare fino a venerdì 26 prossimo zone di intervento short, per puntare ad un successivo ritorno sui supporti.

Viceversa, i supporti saranno punti di probabile ripartenza del rialzo per puntare ad un ritorno sulle resistenze. Lo scenario potrà essere aggiornato, con nuovi riferimenti e proiezioni, solo dopo una chiusura daily superiore a 66.86 oppure inferiore a 56.24.

This article was originally posted on FX Empire

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