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Prezzo del petrolio sostenuto da una ripresa globale più rapida del previsto

Virgilio Chelli
Prezzo del petrolio sostenuto da una ripresa globale più rapida del previsto

Secondo Vontobel AM, i produttori riuniti nell’OPEC+ possono permettersi di aumentare le quote senza rischiare un calo dei prezzi perché i consumi sono ripartiti e accelereranno

A metà luglio l’OPEC+, che comprende anche la Russia, ha deciso di portare la quota di produzione da 9,7 milioni di barili al giorno di luglio a 8,1 milioni a partire da agosto, ponendo così fine alla fase di drastici tagli diretti a sostenere i prezzi per far fronte al calo della domanda globale dovuto alla crisi da Covid-19. I mercati petroliferi si stanno infatti riprendendo molto più velocemente del previsto dall’eccesso di offerta che aveva quasi azzerato il costo del barile ad aprile, perché la ripresa globale delle economie sta procedendo più velocemente del previsto, con un forte recupero della domanda di petrolio in Asia e negli Stati Uniti.

SEMPRE FORTE L’APPETITO CINESE PER IL PETROLIO

In un commento sulle decisioni dell’OPEC+, Michel Salden, Head of Commodities di Vontobel Asset Management, sottolinea che la Cina, dove le raffinerie sono di proprietà dello Stato, ha utilizzato la sottovalutazione del petrolio dovuta al blocco da virus per aumentare le riserve strategiche, confermando il trend di forte crescita, anno dopo anno, dell'appetito cinese per il petrolio. Gli acquisti strategici hanno più che compensato il calo del consumo di petrolio cinese dovuto al Covid. I tagli alla produzione dell'OPEC, più le chiusure involontarie dei paesi non aderenti all'OPEC, come Canada, Stati Uniti e Brasile, hanno ulteriormente contribuito ad attenuare l'estrema carenza di domanda globale nel secondo trimestre.

SCORTE GLOBALI DESTINATE A RIDURSI NELLA SECONDA METÀ DEL 2020

L’esperto di Vontobel AM rileva che nel primo trimestre le scorte globali di petrolio sono aumentate di 4 milioni di barili al giorno e di 8 milioni nel secondo trimestre, ma ora si prevede un calo di 6 milioni nel terzo e quarto trimestre. È importante notare, sottolinea Salden, che questo deficit di mercato persisterà nel 2021 se il petrolio rimarrà agli attuali livelli di prezzo. Di qui la previsione che i mercati petroliferi verranno profondamente sotto-approvvigionati nel 2021, poiché le maggiori compagnie petrolifere occidentali stanno tagliando gli investimenti in nuova produzione, trainate principalmente da motivazioni ESG, con solo Exxon e Total che mantengono stabile la capacità, mentre le loro controparti europee stanno riallocando gli investimenti dalla produzione di petrolio al gas e alle energie rinnovabili.

VERSO LA COMPLETA NORMALIZZAZIONE DELLA DOMANDA NEL 2021

L’esperto di Vontobel AM prevede che la domanda globale di petrolio sia destinata a normalizzarsi completamente nel 2021, con solo la domanda di carburante per aerei in ritardo, mentre quella di benzina e materie plastiche addirittura accelererà il prossimo anno. Il calo della produzione di petrolio da parte delle grandi compagnie petrolifere occidentali spiega così perché l'OPEC+ si possa permettere di aumentare significativamente la quota di mercato da circa 37 milioni di barili per giorno a 45 mln entro fine del 2021.

L’OPEC+ RAFFORZERÀ LA QUOTA DI MERCATO E LA POSIZIONE DOMINANTE

Secondo Vontobel AM la quota di mercato di OPEC+ e la sua posizione dominante sono destinate a crescere del 10% nell’arco di 12 mesi, con la previsione di un aumento strutturale della produzione OPEC senza alcun rischio di ribasso per i prezzi del petrolio nei prossimi 18 mesi. Un trend che avrà anche l’effetto di sottrarre quote di mercato alle major petrolifere e ai produttori di scisto statunitensi.