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Prezzo dell’oro e Medio Oriente, perché è corsa ai metalli preziosi?

Fabio Carbone

Il 2019 del metallo prezioso è stato indubbiamente un anno storico, ne avevamo parlato in un ampio articolo dal titolo ‘Investire nell’oro e in metalli preziosi nel 2019’ di come sarebbe stato strategico investire in esso. Se si guarda l’andamento del prezzo dell’oro sul nostro grafico, si nota come a partire dalla seconda metà del 2019 (giugno – luglio in particolare) si sia verificata una massiccia corsa agli acquisti del metallo prezioso. In quel periodo in particolare le tensioni tra USA e Iran si erano intensificate, con l’abbattimento del drone americano da parte dei Pasdaran, e Trump giunto a un passo dall’ordine di far decollare i caccia bombardieri F35 dalle portaerei dislocate nel Mediterraneo.

L’apprezzamento dell’oro si è placato solo a settembre, e a fine dicembre 2019 era addirittura sceso ben al di sotto dei 1500 USD per oncia. La decisione di Trump, apparentemente improvvisa ad un occhio esterno, di colpire il numero uno dei capi militari iraniani e il numero due della politica iraniana, ha scatenato la nuova corsa ai beni rifugio, oltre ad aver fatto schizzare verso l’altro il prezzo del petrolio.

Perché il Medio Oriente infiamma anche il prezzo dell’oro?

L’uccisione di una personalità così importante nella vita politica e militare dell’Iran, ha scosso profondamente l’opinione pubblica di quel Paese, il quale ha giurato vendetta aperta e diretta.

Come è possibile leggere dalle cronache di queste ore, in Iran si è riunito il Consiglio supremo di sicurezza nazionale e la guida Ali Khamenei ha chiesto ai militari di compiere azioni dirette, cioè che portino la chiara firma militare dell’Iran. Questa volta Khamenei non manderà gli Hezbollah o altri gruppi suoi alleati a compiere attentati, ma se ne occuperà direttamente. E saranno molto probabilmente i Qods di cui il generale Soleimani era il capo a vendicare la sua morte e l’Iran.

Cosa c’entra tutto questo con un articolo dedicato al prezzo dell’oro? Tutto. Se l’oro sale in queste ore, è perché quanto è avvenuto avrà ricadute pesanti in Medio Oriente. Ai Qods sono stati assegnati 200 milioni di euro aggiuntivi che verranno impiegati entro i prossimi due mesi, non anni. Una cifra elevatissima che l’Iran si può permettere, ma che indicano l’alto potenziale distruttivo che avrà la reazione dell’Iran. Il Parlamento iraniano, va aggiunto, ha dichiarato ufficialmente “terroriste” tutte le forze armate degli Stati Uniti, significa che qualsiasi militare USA capiterà a tiro verrà ucciso o preso.

Ecco che il bene rifugio per eccellenza viene comprato dagli investitori impauriti dalle conseguenze che una escalation del genere potrebbe comportare in Medio Oriente e di riflesso sull’intera economia globale.

Una guerra in Medio Oriente e gli scenari possibili

Cosa potrebbe comportare una guerra in Medio Oriente? Da un punto di vista prettamente economico, il petrolio si innalzerebbe a livelli probabilmente superiori ai 140 USD registrati a cavallo tra il 2008 e il 2009. Con conseguente forte innalzamento del prezzo dei carburanti alla pompa, che sarebbe immediato e repentino. Lo sappiamo, l’aumento del prezzo della benzina svuota i portafogli non solo direttamente, ma anche indirettamente a causa del rincaro di tutti i beni, dei servizi di trasporto che usiamo per andare a lavoro o a scuola, per il tempo libero.

A chi giova una guerra in Medio Oriente?

Delicato argomento, ma è chiaro che chi opera sui mercati delle materie prime come i metalli preziosi e l’energia, sta oggettivamente guadagnando molto dalla situazione, anche se eticamente bisognerà porsi un minimo di domande nel caso dovesse scoppiare una vera guerra, che nessuno si spera si auguri.

This article was originally posted on FX Empire

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