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Prezzo gas in Ue balza dopo interruzione flussi via Nord Stream

Fiamme di un fornello a gas in una casa a Nizza, in Francia

LONDRA/OSLO (Reuters) - I prezzi del gas in Europa sono balzati del 30% dopo che la Russia ha comunicato la chiusura a tempo indeterminato di uno dei suoi principali gasdotti verso l'Europa, alimentando nuovi timori sulla carenza e sul razionamento del gas nell'Unione europea questo inverno.

Il prezzo di riferimento del gas è salito a 272 euro per megawattora all'apertura del mercato, dopo che venerdì la Russia ha detto che a causa di una perdita negli impianti del gasdotto il Nord Stream 1 sarebbe rimasto chiuso oltre i tre giorni di manutenzione della scorsa settimana.

Il contratto Ttf olandese sul gas per ottobre era sceso a 256 euro alle 9,23 italiane, in aumento del 23% a livello giornaliero ma quasi il 400% in più rispetto a un anno fa. L'impennata dei prezzi di quest'anno ha pesato sui consumatori già in difficoltà e costretto alcune industrie a fermare la produzione.

L'Europa ha accusato la Russia di usare le forniture di energia come arma di rappresaglia per le sanzioni occidentali imposte a Mosca per l'invasione dell'Ucraina. La Russia afferma che l'Occidente ha lanciato una guerra economica e che le sanzioni hanno ostacolato le operazioni dei gasdotti.

Il gasdotto Nord Stream, che attraversa il Mar Baltico verso la Germania, forniva storicamente circa un terzo delle esportazioni di gas dalla Russia in Europa, ma funzionava ad appena il 20% della capacità già prima che i flussi venissero sospesi la scorsa settimana per manutenzione.

Anche il gas russo fornito attraverso l'Ucraina, un'altra importante rotta, è stato ridotto, spingendo l'Ue alla ricerca di fonti alternative per rifornire gli impianti di stoccaggio del gas per l'inverno. Diversi Stati hanno attivato piani di emergenza che potrebbero portare al razionamento dell'energia, aumentando le prospettive di recessione.

"È difficile trovare forniture e diventa sempre più difficile sostituire ogni piccola parte di gas che non proviene dalla Russia", ha commentato Jacob Mandel, senior associate per le materie prime presso Aurora Energy Research.

I costi energetici elevati hanno già costretto alcune industrie ad alto consumo di energia, compresi i produttori di fertilizzanti e alluminio, a ridurre la produzione e hanno portato i governi dell'Ue a investire miliardi di euro in piani di aiuto alle famiglie.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Sabina Suzzi)