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Prezzo Oro: Rendimenti del Tesoro USA in Calo Dietro al Recupero Registrato Ieri

Federico Dalla Bona
·2 minuto per la lettura

Il calo dei rendimenti dei Titoli del Tesoro USA ha concesso una giornata di sollievo ai prezzi dell’Oro, giunti ad un soffio dai minimi degli ultimi 9 mesi. Le quotazioni del future Gold quotato al Comex hanno effettuato un rapido rimbalzo dai 1673.3 toccati lunedì scorso fino al picco relativo di martedì pomeriggio a 1718.7 (+2.71%).

Da ricordare che lunedì scorso le partecipazioni del più grande ETF sull’oro al mondo, SPDR Gold Trust, erano scese ai minimi da aprile 2020 e “il deflusso dei fondi negoziati in borsa viene sovente interpretato come calo di interesse da parte degli investitori”, secondo l’opinione dall’analista Xiao Fu della Bank of China International.

I rendimenti obbligazionari più elevati avevano messo in discussione lo status dei lingotti come copertura contro l’inflazione quest’anno. “Data la natura a rendimento zero del metallo prezioso, i rendimenti del Tesoro in calo potrebbero fornire alimento ai tori per aumentare ancora i prezzi nel breve termine”, ha affermato Lukman Otunuga, analista di ricerca senior di FXTM. “Fondamentalmente però, il pendolo oscilla a favore degli orsi, specialmente se si tiene conto di come il sentimento globale stia migliorando dall’introduzione dei vaccini e grazie alla diminuzione dei casi di COVID-19 a livello globale”.

Dal punto di vista della teoria di Elliott, il ribasso che scende dal picco di agosto 2020 ha raggiunto forma e dimensioni compatibili con quelle di un’onda 4 in via di completamento. Anche volendo considerare un quadro fondamentale sostanzialmente ribassista per il medio/lungo periodo, nulla vieta ai prezzi di generare un recupero nel breve termine dopo un arretramento spintosi quasi al 20% di estensione, se non altro per addolcire l’inclinazione media del ribasso che appare poco sostenibile con il grado attuale.

Dobbiamo tuttavia considerare che lunedì c’è stata la violazione (in chiusura daily) dell’ex supporto fissato alla fine della scorsa settimana a 1691, e questo implica l’attuale assenza di indicazioni di fine-ribasso, a prescindere dal rimbalzo misurato martedì.

Le resistenze principali a 3-5 giornate si sono riposizionate a 1731/1728 e 1774/1785; i supporti a 1640/1652 e, in funzione di livello principale fino al termine del mese, 1567/1584. Potremo cercare indicazioni rialziste di tendenza solo dopo il raggiungimento almeno del primo supporto – previa aggiornamenti – oppure in caso di rottura di entrambe le resistenze con una chiusura daily.

Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

This article was originally posted on FX Empire

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