Come sono andate le prime cause di lavoro dopo la riforma Fornero

A Milano si sono concluse le prime cause di lavoro successive all'introduzione delle nuove norme contenute all'interno della riforma Fornero, norme che sono state applicate a tutti i ricorsi depositati dopo l'entrata in vigore della legge (18 luglio 2012), anche se relativi a licenziamenti intimati precedentemente.

La riforma del lavoro prevede che il primo grado sia suddiviso in due fasi di giudizio: la prima, che prevede un'udienza fissata entro 40 giorni dal deposito del ricorso e un'indagine informale, si conclude con un'ordinanza, mentre la seconda, alla quale si accede eventualmente (ma molti sostengono inevitabilmente) in seguito a un ricorso "vecchio stile" della parte soccombente allo stesso tribunale e che prevede un'udienza che deve essere fissata entro 60 giorni, si conclude con una sentenza. Proprio questa frammentazione del primo grado in due ulteriori fasi di giudizio aveva suscitato (e continua a suscitare) molte perplessità per il timore di un effetto inverso agli obiettivi perseguiti dal legislatore e un dilatamento dei tempi.

Per quanto riguarda i primi processi che si sono svolti a Milano, la tempistica è stata rispettata, con udienze fissate entro i 40 giorni e decisioni del giudice che sono seguite di pochi giorni. È stato anche rispettato il principio dell'istruttoria "leggera", infatti solo in un caso sono stati sentiti i testi, mentre negli altri le decisioni sono state prese sulla base degli atti e dei documenti presentati. Questa velocità è stata però raggiunta dal Tribunale di Milano anche perché si è deciso che fosse lo stesso giudice a occuparsi sia della prima fase, sia di quella di opposizione. Decisione operativamente efficace, soprattutto se non vengono aumentati gli organici, ma che può essere soggetta a critiche di inopportunità e suscitare qualche preoccupazione. In genere, infatti, nei procedimenti in cui ci sono due fasi, sono anche due giudici diversi a valutare e decidere. La necessità che si rende evidente da questi primi casi posti in essere è quindi quella di far pervenire a un giusto equilibrio l'esigenza di velocizzare i processi e la garanzia di un giudizio il più equo possibile.

Inoltre, l’avvocato Tommaso Dilonardo, presidente e fondatore dell’Osservatorio Work in Progress, in un'intervista a Walk on job solleva un'altra perplessità rispetto alle nuove norme sulle cause di lavoro e cioè il fatto che, dopo la riforma, un dipendente non potrà più fare un un'unica causa di lavoro che unisca l'impugnazione del licenziamento e altre eventuali questioni che riguardino lo stesso rapporto di lavoro, ma dovrà fare ricorsi separati, con la probabile conseguenza di un aumento delle cause.