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Processo governance Ubi, pm chiede condanna Massiah e Bazoli, assoluzione banca

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Il logo di Ubi Banca Popolare Commercio & Industria a Milano

MILANO (Reuters) - Il pubblico ministero Paolo Mandurino ha chiesto oggi la condanna a cinque anni per l'ex AD di Ubi Banca Victor Massiah e a sei anni e otto mesi per l'ex presidente del Cdg di Banca Lombarda Giovanni Bazoli, al termine della requisitoria nel processo sulla governance della banca in corso al tribunale di Bergamo.

Lo hanno riferito due fonti legali presenti in aula.

Il pm ha inoltre chiesto la condanna dell'ex presidente del consiglio di sorveglianza Emilio Zanetti e del suo successore Andrea Moltrasio a 5 anni e 10 mesi, e 4 anni e 6 mesi per l'ex vicepresidente Mario Cera.

Chiesta invece l'assoluzione per Ubi, nel frattempo confluita in Intesa Sanpaolo. Assoluzione richiesta anche per Francesca Bazoli, figlia del presidente emerito di Intesa Sanpaolo.

Il pubblico ministero infine ha chiesto la confisca di 5,321 milioni euro per tutti gli imputati in solido per illecita influenza sull'assemblea.

Le imputazioni al centro del processo a carico di 31 persone in totale sono quelle di ostacolo alle funzioni di vigilanza per presunti patti parasociali nell'iter che diede vita a Ubi, e quella di influenza indebita sull'assemblea per l'ipotesi che, in occasione dell'assise del 20 aprile 2013 che rinnovò le cariche del consiglio di sorveglianza, vennero raccolte deleghe in bianco, sia attraverso la struttura e le filiali della banca sia attraverso strutture esterne per garantirsi il voto desiderato.

Ubi (cui poi è subentrata Intesa) è imputata in base alla legge 231 sulla responsabilità delle persone giuridiche per reati presupposti ascritti a loro dirigenti.

Ubi Banca ha sempre sostenuto l'infondatezza delle accuse, tutti gli imputati hanno da subito respinto ogni addebito, mentre Bazoli, all'avvio del processo aveva dichiarato che il dibattimento avrebbe chiarito che l'intero impegno da lui dedicato alla nascita e all'avvio di Ubi "è stato improntato alla massima correttezza e trasparenza".

(Emilio Parodi, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, mailto:emilio.parodi@thomsonreuters.com; +39 02 66129523)