Procura Trani chiede 7 rinvii a giudizio per vertici S&P e Fitch

Trani, 12 nov. (LaPresse) - La procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio di sette funzionari appartenenti ai vertici delle agenzie di rating Standard & Poor's e Fitch. Secondo l'accusa le agenzie "fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari un'informazione tendenziosa e distorta (come tale, anche falsata) in merito all'affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal Governo italiano, in modo da disincentivare l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore".

L'inchiesta è durata quasi due anni, coordinata dal sostituto procuratore Michele Ruggiero con la collaborazione del nucleo polizia tributaria di Bari della guardia di finanza. L'indagine era scattata dopo l'esposto di Adusbef e Federconsumatori, che lamentavano il fatto che i cattivi giudizi espressi dalle agenzie di rating sui conti italiani comportavano un aumento dei tassi di interesse e quindi del costo per le casse pubbliche, e quindi per gli stessi cittadini. Operazioni, secondo i consumatori, intenzionali e volte a scatenare movimenti speculativi.

La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Deven Sharma, presidente della S&P Financial Service dal 2007 al 23 agosto 2011; Yann Le Pallec, Managing Director Head of Insurance Rating della S&P sede di Londra; Eileen Zhang, Associate Director, Sovereign Rating della S&P sede di Londra; Franklin Crawford Gill, Senior Director of European Sovereign Ratings, della S&P sede di Londra; Moritz Kraemer, Managing Director European Sovereign Ratings, della S&P sede di Francoforte. Per loro l'accusa è di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata perché, per gli inquirenti, "in concorso fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi (nell'arco temporale compreso tra il maggio 2011 ed il gennaio 2012), ponevano in essere una serie di artifici tanto nell'elaborazione, quanto nella diffusione dei rating sul debito sovrano italiano concretamente idonei a provocare: una destabilizzazione dell'immagine, prestigio e affidamento creditizi dell'Italia sui mercati finanziari; una sensibile alterazione del valore dei titoli di Stato italiani, segnatamente un loro deprezzamento; un indebolimento dell'euro".

Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per David Michael Willmoth Riley, capo Rating Sovrano dell'Agenzia di Rating Fitch, sede di Londra, e Alessandro Settepani, Senior Director della Fitch Italia. Per loro l'accusa è quella di aver fatto "indebiti annunci preventivi di imminente declassamento della Repubblica Italiana, così divulgando a mercati aperti informazioni che dovevano restare riservate, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari".

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