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Produzione industriale in contrazione, ING: serve sostegno servizi per garantire crescita piatta a fine anno

Laura Naka Antonelli

Gli analisti di ING hanno commentato il dato diffuso dall'Istat relativo alla produzione industriale italiana che, nel mese di settembre, si è contratto dello 0,4% su base mensile, facendo meglio del consensus ma peggiorando rispetto al rialzo di agosto pari a +0,4%.

Riferendosi in generale al terzo trimestre dell'anno, gli esperti rilevano che la produzione industriale "si è contratta dello 0,5% su base trimestrale, dopo la flessione dello 0,8% del secondo trimestre".

"Su base annua - si legge ancora nella nota - il trend è stato di un calo del 2,1% a settembre, rispetto al -1,8% di agosto, a conferma di come l'industria rimanga fermamente in fase di contrazione".

Dati i presupposti, e visto "che non c'è alcuna prova di una ripresa del settore manifatturiero in vista, l'economia italiana dovrà fare affidamento sulla resilienza del settore dei servizi per evitare una contrazione, nel quarto trimestre del 2019".

A tal proposito, "i dati sull'occupazione sono rimasti resilienti a un contesto di quasi stagnazione e l'indice Pmi dei servizi di ottobre ha mostrato un'accelerazione decente, virando in un territorio di espansione".

ING ritiene che "i consumi interni possano beneficiarne, dando forse un contributo positivo alla crescita nel corso del quarto trimestre del 2019".

Di conseguenza, "la nostra view preliminare ritiene che questo fattore permetterà al Pil italiano di riportare una crescita piatta nel quarto trimestre del 2019, elemento che porterà la crescita media del Pil italiano, nel 2019, allo 0,2%".