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Prometeia: 'Da Next Generation EU spinta da 1,2 punti di Pil. Ma servono riforme strutturali'

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

"Il Next Generation EU darà un impulso alla crescita di 0,3 punti percentuali nel 2021, con un impatto positivo cumulato di 1,2 punti percentuali sul Pil dell'Italia a fine 2023 (mezzo punto in meno di quanto stimato a settembre)". E' quanto emerge dal rapporto di Prometeia appena reso noto, "Dai fondi europei una spinta da 1,2 punti di Pil. Ma servono le riforme strutturali". Sul Recovery Fund, gli analisti scrivono che, "se infatti le nuove informazioni ci portano a rivedere leggermente le nostre ipotesi di partenza, allineando il totale delle spese aggiuntive a 120 miliardi di euro (20 miliardi in più rispetto a quanto avessimo ipotizzato in precedenza), è però diversa la composizione: non tutte le spese aggiuntive andranno a investimenti, che pur continuano a essere privilegiati. Di conseguenza, gli effetti moltiplicativi saranno inferiori. Le risorse impegnate sono comunque ingenti: se le si convoglierà nelle direzioni annunciate, il sostegno alla domanda interna sarà molto importante. Tuttavia, per aumentare in modo permanente la produttività complessiva del paese, il vero vulnus della nostra economia, è necessario che i progetti di investimento finanziati siano mirati a recuperare i limiti strutturali che ostacolano la crescita e realizzare le riforme non ancora attuate, in particolare quella delle amministrazioni pubbliche. Se i progetti selezionati rappresenteranno veramente una spinta alla digitalizzazione, alla qualità dell'istruzione, a una nuova infrastrutturazione rispettosa delle compatibilità ambientali, potrebbero davvero segnare un punto di svolta per l'economia italiana. Altrimenti sarebbe una (ulteriore) grande occasione mancata". "Sui 209 miliardi a disposizione dell'Italia, con i primi 24,9 miliardi che verranno utilizzati l'anno prossimo, si giocherà una duplice sfida. Da un lato, i progetti di investimento devono puntare a superare i limiti strutturali che hanno frenato la crescita potenziale dell'Italia, a partire dalla produttività. Dall'altro, è fondamentale l'implementazione. Secondo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) gli investimenti pubblici arriveranno nel 2023 al 3,4% del Pil rispetto al 2,2% degli ultimi anni: è richiesto uno sforzo straordinario alle amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, per portare a termine i progetti. Secondo Prometeia è prevedibile una realizzazione dell'80% rispetto ai programmi".