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Prometeia: PIL Italia 2020 in calo a -6,5%

Alessandra Caparello

L’Italia, con un settore servizi e turismo caratterizzato da piccole e medie imprese, e un settore pubblico con un debito già elevato, rischia di essere tra gli Stati più fragili dalla crisi dal COVID-19.

Così Prometeia nelle previsioni sul PIL dell’Italia ai tempi del COVID-19. Ipotizzando una lenta e selettiva rimozione dei blocchi produttivi a partire da inizio maggio, Prometeia prevede una contrazione del Pil italiano nel 2020 del 6,5%. Il rimbalzo sarà solo graduale verso l’autunno, portando al +3,3% nel 2021 e al +1,2% nel 2022. Le politiche monetarie della Bce allenteranno le tensioni sui titoli di Stato italiani nel breve periodo, ma l’intervento fiscale del governo non potrà che essere limitato nel sostenere la domanda; a fine 2020 il deficit/Pil avrà raggiunto il 6,6% e il debito/Pil il 150%. Nel medio periodo l’Italia dovrà convivere con un elevato livello di disavanzo pubblico (di nuovo sotto il 3% solo nel 2022).

Per Prometeia occorre un forte e tempestivo piano a livello europeo per fronteggiare l’emergenza e rilanciare l’attività economica: non solo sotto il profilo finanziario, ma anche della crescita reale. Dopo la crisi finanziaria del 2008, in cui l’Italia ha lasciato sul terreno, per non recuperarlo mai del tutto, un pezzo importante della crescita, anche in questa crisi il nostro Paese lascerà indietro una parte rilevante della propria crescita; negli anni a venire, infatti, recupererà solo parzialmente quanto perso nel 2020.