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##Proposta franco-tedesca, svolta per il Recovery Fund dell'Ue-2

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Bruxelles, 19 mag. (askanews) - L'appoggio della Germania alla proposta francese, tuttavia, potrebbe richiedere un prezzo da pagare. Nella proposta franco-tedesca, parlando del "Recovery Fund" si afferma che questo sostegno alla ripresa "sar basato su un chiaro impegno degli Stati membri a perseguire delle politiche economiche sane e un'ambiziosa agenda di riforme".

Che cosa significa "politiche economiche sane" e a quali "riforme" si riferisce il testo franco-tedesco? Sono termini che ricordano il linguaggio dell'austerit usato negli anni della crisi del debito sovrano dell'Eurozona, quando le "riforme strutturali", imposte da Bruxelles per aumentare la competitivit dell'economia, hanno portato a forti riduzioni della spesa pubblica e delle tutele sul mercato del lavoro in molti paesi membri.

Il vicepresidente della Commissione responsabile per l'Economia, Valdis Dombrovskis, ha spiegato oggi alla fine dell'Ecofin che nel Fondo per la ripresa a cui sta lavorando l'Esecutivo comunitario "l'idea quella di avere un forte legame tra gli investimenti e le riforme, sulla base del modello sviluppato nello 'Strumento di bilancio per la convergenza e la competitivit" dell'Eurozona, o Bicc.

Questo strumento, che previsto entri in vigore dal 2021, mira a fornire finanziamenti ai paesi dell'euro che si impegnano a realizzare certe riforme strutturali delle loro economie, verificandone l'attuazione nell'ambito del ciclo di sorveglianza dei bilanci del "semestre europeo".

Vi sarebbe quindi un "monitoraggio delle riforme attraverso il ciclo del semestre europeo, come per il Bicc, ma con la possibilit di applicarlo a tutti gli Stati membri dell'Ue", e non solo a quelli dell'Eurozona, "perch la crisi attuale colpisce tutti", ha continuato Dombrovskis.

Il vicepresidente della Commissione ha aggiunto poi che " importante che lo stimolo economico sia allineato alle nostre priorit, e quindi che la transizione digitale ed ecologica sia integrata nei piani per la ripresa" che presenteranno gli Stati membri.

Gentiloni, da parte sua, intervistato stasera dal Tg3 della Rai, a una domanda sui controlli previsti per verificare la spesa da parte degli Stati membri, che verranno gestiti attraverso il "semestre europeo", ha replicato: "Pi che controlli, ci sar naturalmente una necessit di concordare queste decisioni con le finalit che la Commissione metter sul tappeto".

Resta, insomma, ancora da chiarire se nel monitorare come verranno impiegate dagli Stati membri beneficiari le risorse del Fondo per la ripresa, la Commissione e l'Ecofin si limiteranno a verificare che siano rispettati gli obiettivi di spesa indicati nei piani nazionali, e se le "riforme" richieste saranno circoscritte a quelle legate alle priorit strategiche della trasformazione ecologica e digitale dell'economia, come sembra indicare Gentiloni. O se, invece, vi saranno degli obblighi aggiuntivi legati alle "raccomandazioni" del semestre europeo, ai conti pubblici e alle "riforme strutturali", a cui sembra alludere Dombrovskis.