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Prosecco, Italia all'attacco del Prosek. Patuanelli: "Ue tuteli Dop e Igp"

·3 minuto per la lettura

Va avanti la guerra dell'Italia in Europa contro l'attacco sferrato dalla Croazia ad uno dei nostri vini più apprezzati all'estero, il Prosecco, simbolo delle bollicine italiane. Oggi l'Italia ha trasmesso alla Commissione europea il dossier di opposizione alla domanda di protezione della menzione tradizionale 'Prosek'. Un dossier che si basa su una serie di motivazioni tecniche, storiche e territoriali. Ad annunciarlo è stato il ministro per le Politiche agricole Stefano Patuanelli: "Il dossier - ha detto - è stato inviato stamattina" durante una conferenza stampa che ha tenuto insieme al sottosegretario al Mipaaf Gianmarco Centinaio.

"O l'Unione europea è in grado di tutelare le Dop e le Igp, o salta il sistema di protezione delle denominazioni geografiche e l'eccellenza della produzione agroalimentare italiana" ha ammonito Patuanelli avvertendo che "si rischia di istituzionalizzare l'italian sounding”. Un punto sul quale è intervento anche Centinaio:: "se l'Europa apre una falla così grossa sul Prosek - ha detto il sottosegretario - saranno a rischio 837 denominazioni e 300 consorzi italiani. La nostra mission è per la tutela del prodotto e delle aziende italiane. E' sotto attacco una delle denominazioni più importanti dell'Italia".

Il ministro Patuanelli ha sintetizzato le principali motivazioni del dossier di 14 pagine con le quali il governo italiano punta a difendere il nostro Prosecco dal pericoloso tentativo della Croazia di 'scippare' il termine, avendo presentato una domanda formale alla Ue per utilizzare la menzione Prosek, che tra l'altro, è una riproposizione dopo il primo tentativo nel 2013.

La difesa italiana dunque si basa intanto sulla "questione dell'omonimia o parziale omonimia tra la menzione "Prosek" e la Dop "Conegliano Valdobbiadene- Prosecco"; inoltre mette in evidenza "l'iscrizione delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista del patrimonio mondiale Unesco". Non ultima viene affrontata la "incompatibilità del riconoscimento della menzione tradizionale 'Prosek'" in materia di informazioni sugli alimenti, in quanto "evocando le Dop registrate - si legge nel documento - insinua nel consumatore mediamente informato che il prodotto abbia un'origine italiana" e dunque "si configurerebbe quale una falsa e ingannevole indicazione nei confronti dei consumatori".

"Le motivazioni per cui ci opponiamo alla denominazione tradizionale Prosek sono ben solide e rappresentate nel documento che abbiamo inviato alla Commissione, tra le principali c'è la questione della omonimia tra la denominazione Prosek e la Dop "Conegliano Valdobbiadene" ha spiegato Patuanelli che ha incontrato la stampa insieme al sottosegretario al Mipaaf Gianmarco Centinaio che ha la delega al settore vitivinicolo. Patuanelli, triestino di nascita, ha messo in evidenza come "una frazione del comune di Trieste si chiama Prosecco, tanto che sui cartelloni stradali, in questa città di confine, sotto il nome Prosecco c'è scritto Prosek, proprio a indicare che è la traduzione in lingua croata del nome Prosecco", che corrisponde in tutto o in parte al nome delle 3 Dop Italiane: "Prosecco", "Conegliano Valdobbiadene-Prosecco" e "Colli Asolani-Prosecco (o Asolo Prosecco").

"Le colline del Prosecco sono patrimonio dell'Umanità Unesco e l'Unione europea ha il compito di tutelare in tutte le sedi il patrimonio dell'Umanità" ha aggiunto Patuanelli sul riconoscimento Unesco a quell'area collinare della provincia di Treviso delle "colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene" dal 2019. "Il timore non è la pericolosità del fatto in sé, perché la presenza italiana del Prosecco sulle tavole di tuto il mondo non può essere scalfita, ma è che nessuno ci garantisce che non venga modificato il disciplinare".

La Croazia ora ha 60 giorni di tempo per le controdeduzioni alle quali l’Italia, rappresentata dal Mipaaf, avrà diritto di controreplicare insieme a tutti coloro che hanno presentato già l’opposizione, tra cui i tre consorzi, e le regioni interessate. Alla fine il collegio dei commissari europei dovrà decidere, entro la primavera la questione dovrebbe essere risolta. I diretti interessati, i consorzi, hanno partecipato alla conferenza stampa con i presidenti dei consorzi Conegliano Valdobbiadene, Prosecco Doc, Colli Asolani e l’Associazione Patrimonio delle Colline Unesco. Consorzi che sono stati ringraziati pubblicamente dal ministro "per il lavoro costruttivo fatto assieme". (di Cristina Armeni)

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