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Puglia in Rosè, Nettis: annata eccezionale produzione su del 25%

Red
·2 minuti per la lettura

Roma, 6 ott. (askanews) - Il 2020 annus horribilis ha portato invece ai vini rosati un incremento della produzione e del consumo del 22%-25%. E' questo il quadro tracciato dall'Associazione Puglia in Rosè, che ha tra le sue etichette alcune delle eccellenze vitivinicole del Belpaese. Askanews ha intervistato Lucia Nettis, direttrice generale dell'Associazione Puglia in Rosè che riunisce tutte le cantine che celebrano il gusto dei vini rosati, proprio mentre sta per terminare il periodo vendemmiale nelle cantine pugliesi. Le abbiamo chiesto come è andata ed ha spiegato che "è stata un'annata eccezionale, soprattutto nel Salento con una resa più bassa a causa del clima e in particolare della siccità, ma dalla qualità molto più buona". "Ho fatto un sondaggio a campione - dice Lucia Nettis - alcuni bianchi della Valle d'Itria e il Nero di Troia non sono stati ancora vendemmiati, ma il Negramaro, il Primitivo e a sud del Salento la vendemmia è già quasi tutta finita, tra 10-15 giorni, termineranno anche tutte le altre cantine". Ci sono stati alcuni produttori che avrebbero voluto aspettare un pò di più prima di procedere con la vendemmia ma poi hanno temuto il maltempo. La resa in generale registra un calo di circa il 10%, la produzione alla fine calerà complessivamente del 20% circa considerando tutti i produttori da nord a sud della Puglia, continua Nettis. "Porteremo all'attenzione del nuovo assessore all'agricoltura alla Regione Puglia Donato Pentassuglia, quali attività a sostegno del settore intenda intraprendere. Nonostante il lockdown, l'unico comparto a registrare una crescita è stato il vino Rosè, va di moda, è molto buono, ed ora perfino i produttori hanno cominciato a consumarlo in famiglia oltre che a venderlo". Tanto è vero che il 70% di chi lo ha prodotto nel 2019 lo ha già terminato in cantina ed ora i vignaioli "devono rimbottigliarlo alla fine della vendemmia per potere avere la avere disponibilità a Natale, prosegue Nettis. E' necessario "spingere i consumi del Rosè anche d'inverno come si fa a New York - afferma -molti si sono accorti che con una buona conservazione il vino Rosè l'anno successivo a quello della vendemmia può essere venduto con un sapore straordinariamente più buono. L'idea è quella di spingere i vini rosati per la Riserva. Anche le bollicine stanno andando molto e in Puglia sono diversi i produttori che stanno spumantizzando. Si sta lavorando ad una comunicazione che metta al centro di tutti i produttori il "Rosato che unisce" le cantine di Puglia. Tra i vini Rosè pugliesi spiccano quelli delle Tenute Chiaromonte metodo classico da Primitivo di Gioia del Colle, il Rosè di Lulù Murgia della cantina Botromagno di Gravina, Agorà Rosè Valle d'Itria di Terreacarsiche, e il Core Rosa Rosato Salento IGT un bland da Sussumaniello e Primitivo, e il Vetrere Salento IGT Rosato Negramaro che ha vinto il concorso mondiale di Taranto.