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Putin: corridoi sicuri per export solo con fine delle sanzioni

Un duplice appello all'unità è quello rivolto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dal capo del Cremlino Vladimir Putin agli interlocutori asiatici, nella giornata di venerdì. Il presidente russo ha ostentato sicurezza rivolgendosi agli alleati dell'Unione Economica Eurasiatica durante una videoconferenza in cui ha proposto di sostituire delle importazioni occidentali con nuove opportunità sul mercato cinese.

"È soddisfacente che nonostante la situazione globale, e il confronto avviato dal cosiddetto 'Occidente collettivo', molti partner stranieri esprimano un interesse crescente per l'Unione economica eurasiatica", ha detto Vladimir Putin.

"Nessuno è al sicuro"

Intervenuto a un forum economico in Indonesia, Zelensky ha parlato di unità di fronte ad aggressori come Putin. La minaccia russa si è concretizzata in Ucraina - ha ammonito - ma lo stesso può toccare ai Paesi asiatici.

"Se la Russia rimarrà impunita, dopo aver aggredito l'Ucraina, sarà un esempio per gli altri Stati - ha detto Zelensky - Sarà la dimostrazione che si può attuare un blocco navale per fare pressione su un avversario politico. Di conseguenza, nessuna delle rotte commerciali in mare, e nessun Paese, sarà più al sicuro".

A colloquio con il presidente austriaco, Putin ha respinto le accuse di aver provocato una crisi alimentare globale bloccando milioni di tonnellate di grano dall'Ucraina, dando invece la colpa alle sanzioni dell'Occidente nei confronti della Russia.

Corridoi per l'export solo con la fine delle sanzioni

"Senza guerra non ci sarebbero sanzioni", ribadito il cancelliere austriaco Karl Nehammer al presidente russo Putin. Il capo di governo austriaco ha evidenziato a Vienna in una dichiarazione dopo la telefonata con Putin che "ora va visto se ci sono segnali di disponibilità al compromesso, per esempio per quanto riguarda le esportazioni".

In riferimento al gas Putin avrebbe ribadito il rispetto degli accordi.

Il presidente russo "in linea di principio" sarebbe disposto ad aprire "corridoi di export sicuri" che, secondo Putin, potrebbero essere controllati dal segretario generale delle Nazione Unite. Per Nehammer, i canali per l'export di grano devono restare aperti. Putin avrebbe fatto dipendere le garanzie di approvvigionamento dalla fine delle sanzioni.

Secondo il cancelliere austriaco, "una politica attiva di neutralità significa parlare con tutti le parti, indicando comunque per nome l'aggressore".

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