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Quale sarà il futuro del trading in obbligazioni

Mariano Mangia
·3 minuto per la lettura
Quale sarà il futuro del trading in obbligazioni
Quale sarà il futuro del trading in obbligazioni

Con la tecnologia che sta cambiando i mercati obbligazionari, spiegano in AllianceBernstein, è importante verificare che al “posto di guida” ci sia seduto il gestore giusto

Quando si parla di trading e di tecnologia applicata alle negoziazioni viene naturale pensare ai mercati azionari. Eppure, il trading è un’attività che riguarda anche i più tranquilli mercati delle obbligazioni e anche in questo ambito la tecnologia inizia a giocare un ruolo importante. Come si legge in un recente report di AllianceBernstein, la tecnologia sta cambiando in meglio il mercato obbligazionario e c’è ancora molta strada da percorrere.

IL TEMPO È DENARO ANCHE PER IL REDDITO FISSO

Le nuove tecnologie che coniugano la ricerca proprietaria sul credito, il monitoraggio della liquidità di mercato e le informazioni sul portafoglio in un unico strumento possono accrescere la velocità di trading e la profittabilità degli investitori. Oggi è possibile formulare ordini di acquisto o vendita in pochi secondi, invece dei 20-30 minuti impiegati in passato, e si può investire un nuovo portafoglio nella metà dei giorni. Durante il lockdown, che ha costretto molti operatori a lavorare dalla propria abitazione, questo vantaggio tecnologico si è rivelato ancora più indispensabile. I mercati non hanno rallentato: a marzo 2020 i trader di AllianceBernstein hanno elaborato il 60% di operazioni in più rispetto allo stesso mese del 2019 e gli analisti del credito hanno aggiornato oltre il 90% dei rating.

ALLA RICERCA DI LIQUIDITÀ SUI MERCATI

La liquidità misura la facilità con cui è possibile completare un’operazione senza provocare una variazione sostanziale del prezzo del titolo. In passato, i trading desk proprietari o gli hedge fund erano disposti a fare da controparte delle operazioni degli asset manager, oggi molti di loro non lo sono più e i broker-dealer regolamentati sono restii a fare offerte su grandi operazioni su singole obbligazioni, che comportano rischi specifici la cui copertura può rivelarsi difficoltosa, e preferiscono comprare e vendere grandi portafogli diversificati che possono coprire tramite Etf. Di conseguenza, spiegano in AllianceBernstein, diventa indispensabile avere la capacità di creare in breve tempo portafogli operativi e di valutare rapidamente il prezzo bid (l’offerta) delle diverse operazioni. Farlo per un portafoglio che può essere costituito da 10 o 200 obbligazioni non è, tuttavia, un’impresa per i deboli di cuore o per chi ha difficoltà con la tecnologia, è un’attività che richiede sistemi integrati di gestione del portafoglio e del rischio.

MERCATI CONNESSI E TRASPARENZA DEI PREZZI

Un gestore obbligazionario che opera attraverso una sola piattaforma di trading elettronico e soluzioni di trading alternative si perde altre potenziali fonti di liquidità; il trading su piattaforme proprietarie segregate pregiudica la liquidità di mercato e la migliore esecuzione, generando costi inutili. Come fa dunque un trader a sapere dove trovare il prezzo migliore? La tecnologia è essenziale per richiedere un prezzo bid da più piattaforme contemporaneamente. I sistemi di controllo automatizzato (EMS - Execution Management System) consentono di sfruttare la liquidità presente sul mercato, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, attraverso sistemi di trading alternativi, direttamente con i dealer o tramite piattaforme di trading anonime, per ottenere la migliore esecuzione. Un EMS permette ai gestori di operare in modo più sistematico, negoziando una maggiore quantità di obbligazioni in maniera automatizzata e con un intervento minimo o nullo. E così il trader può focalizzarsi sulle opportunità più complesse, quelle che richiedono una valutazione umana.

CONOSCERE IL PROPRIO GESTORE

Per non restare indietro, è la conclusione degli esperti di AllianceBernstein, i gestori obbligazionari sanno di dover sviluppare o acquistare la tecnologia di trading del futuro. Per essere sicuro che sia al passo con i tempi, l’investitore dovrebbe interrogare il proprio gestore sulla quota di trading svolta elettronicamente, sul numero di piattaforme utilizzate, in che modo la tecnologia ha modificato il suo modo di operare e i cambiamenti che pensa di apportare in futuro.