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Quali sono le aliquote IRPEF e cosa determinano

Gennaro Barbieri
Dichiarazione dei redditi (Fotolia)

Ha carattere personale e progressivo e colpisce il possesso di redditi in denaro o in natura, continuativi o occasionali. E’ l’IRPEF, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, regolata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Si tratta di una delle imposte cardine del sistema fiscale italiano, in quanto fornisce circa un terzo del gettito fiscale per lo Stato. Basti pensare che nel 2009, a fronte di entrate tributarie complessive pari a 433,37 miliardi, 184,89 erano dovuti all’Irpef.

La base imponibile è data dal reddito complessivo netto, formato da tutti i redditi del soggetto passivo, compresi i redditi altrui dei quali si ha la libera disponibilità o l’amministrazione senza obbligo della resa dei conti. Sono esclusi dalla base imponibile i redditi esenti, quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta e i redditi assoggettati a imposta sostitutiva. I singoli redditi sono suddivisi in diverse categorie: fondiari; di capitale; di lavoro dipendente; di lavoro autonomo; di impresa; diversi. L’imposta è dovuta per anni solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma.

I soggetti passivi dell’Irpef sono:

- Le persone residenti sul territorio italiano

- Le persone non residenti sul territorio italiano (per i soli redditi prodotti nel territorio italiano

- I soggetti passivi impropri, ossia le società di persone e, con innovazione recente, le società di capitali i cui soci, ricorrendone le condizioni, hanno adottato la cosiddetta "tassazione per trasparenza", in tutto simile a quella delle società di persone. In questo caso è la società che deve consegnare la dichiarazione dei redditi, ma sono tenuti a pagare l'imposta i soci stessi e non la società, secondo la loro quota di partecipazione agli utili prodotti dalla società stessa.

In base alle innovazioni introdotte dalla legge numero 289 del 2002, in vigore dal primo gennaio 2003, l’imponibile netto si ottiene applicando all’imponibile lordo, diminuito delle addizionali regionali e comunali, una nuova deduzione potenziale, la cosiddetta no tax area, pari, nel caso di reddito di lavoro dipendente, a 7.500 euro l’anno, di cui 3.000 fissi e 4.500 da rapportare al periodo di lavoro nell’anno. La deduzione è graduata in relazione al reddito posseduto e agli eventuali oneri deducibili.

Nonostante le prime modifiche alla legge di stabilità 2013 avessero parlato di variazioni, anzi tagli alle aliquote Irpef 2013, ora invece la situazione è rimasta immutata rispetto allo scorso anno. Quindi valgono anche per quest’anno le aliquote Irpef 2012 e gli stessi scaglioni Irpef:

Primo scaglione - reddito tra 0 e 15.000 euro: aliquota Irpef al 23%
Secondo scaglione - reddito tra da 15.001 euro a 28.000 euro: aliquota Irpef al 27%
Terzo scaglione - reddito tra 28.001 euro e 55.000 euro: aliquota Irpef al 38%
Quarto scaglione - reddito tra 55.001 euro a 75.000 euro: aliquota Irpef al 41%
Quinto scaglione - reddito sopra i 75.000 euro: aliquota Irpef al 43%.

Le aliquote Irpef del 27, 38, 41 e 43% si applicano sempre sulla parte di reddito eccedente rispettivamente i 15.001, 28.001, 55.001 e i 75mila euro.

Le aliquote Irpef 2013 si applicano quindi:

- per la prima fascia a chi percepisce un reddito non superiore a 1.250 euro mensili

- per la seconda fascia per chi percepisce un reddito mensile non superiore a 2.335 euro

- per la terza invece contribuenti con un reddito mensile massimo di  4.583 euro

- per la quarta soggetti che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro

- per la quinta e ultima, contribuenti che percepiscono più di 6.250 euro mensili.