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Quali titoli sono finiti nella lista dei “cattivi” di Natale

Morningstar
·4 minuto per la lettura

Come Babbo Natale, anche Morningstar controlla l’elenco delle azioni per separare i titoli “buoni” da quelli “cattivi”. Nella prima lista rientrano i titoli con un rating di 1 stella (cioè quelli che sono significativamente sopravvalutati dal mercato), che non hanno un Economic moat e presentano un livello di incertezza sul fair value pari ad Alto o Molto alto (una variabile del rischio che misura quanto saranno probabilmente volatili i flussi di cassa o gli utili di un'azienda nel futuro).

Queste stock non sono state sempre cattive. Per chi ha investito per tempo, infatti, sono state in realtà molto buone poiché sono riuscite ad apprezzarsi oltre il valore stesso dell'azienda. Tra queste azioni, il rialzo maggiore è stato registrato da Zoom, il cui valore di Borsa è aumentato di quasi cinque volte da inizio anno sulla spinta della forte crescita del lavoro da casa. All’interno di questo gruppo, però, ci sono due società che sono "buone" dal punto di vista della sostenibilità: Siemens Gamesa Renewable Energy e Vestas sono infatti valutate dall’agenzia di rating Sustainalytics con un basso rischio ESG.

Abbiamo esaminato le 124.546 società coperte da Morningstar (sia con rating qualitativo che quantitativo) e abbiamo trovato solo 28 società “cattive”, con un rating di una stella, nessun Economic moat e un alto livello di incertezza. Queste aziende sono sparse in tutto il mondo, dalla Danimarca alla Cina, e appartengono a diversi settori. La maggior parte di esse si trova negli Stati Uniti (13 azioni) e in Cina / Hong Kong (8), ci sono anche tre società australiane (ALS attiva nella consulenza, Netwealth nell’industria del fintech e JB Hi Fi nel retail), tre europee (l’olandese Koninklijkle, la spagnola Siemens Gamesa Renewable Energy e il gigante danese dei parchi eolici Vestas, mentre non ci sono titoli britannici, giapponesi e tedeschi in questo elenco.

Livello di incertezza Molto Alto 

All’interno di questa lista vi sono 12 azioni che hanno anche un livello di incertezza Molto Alto e tra loro anche titoli che hanno registrato un boom in Borsa quest'anno durante la pandemia. Classificandoli in base al rendimento da inizio anno, Zoom è in testa a questo ranking con un guadagno di quasi il 500% (in GBP al 2 dicembre 2020), ma ci sono anche altre aziende che hanno beneficiato della tendenza a lavorare da casa a causa della pandemia come l'app per la condivisione di immagini Snap, le cui azioni sono salite del 170%, l’applicazione di musica in streaming Spotify, la società di streaming video Roku e la piattaforma di remote working Slack.

“Zoom è sopravvalutata rispetto ai competitor e la società non ha ancora realizzato il potenziale che il mercato ha già scontato nelle sue valutazioni. In caso di valutazioni molto elevate, alcune azioni possono spesso diventare titoli momentum che vengono puniti severamente nel caso non siano in grado di soddisfare le aspettative del mercato, che sono regolarmente superiori al consenso", dice Dan Romanoff analista azionario di Morningstar.

All’interno della lista delle società con livello di incertezza Molto Alto, anche la società biotecnologica tedesca BioNTech ha registrato una performance molto elevate grazie al balzo delle sue quotazioni in seguito alla pubblicazione dei risultati positivi dei test sul suo vaccino anti-Covid realizzato in collaborazione con la Pfizer.

I guadagni riportati dai titoli inseriti nella lista delle società con livello di incertezza Alto sono stati meno eclatanti, con un rendimento YTD medio del 52% rispetto al +180% circa realizzato da quelle aziende con uncertenty level pari a Molto Alto. La performance migliore all’interno di questo gruppo è stata appannaggio del produttore cinese di SUV Great Wall Motor Company (+ 177%), seguito da vicino dalla statunitense Wayfair che è salita del 172%. Il livello Alto di incertezza di Great Wall è giustificato dagli analisti con la crescente concorrenza e gli elevati costi tipici dell’industria dell’auto. "Le minacce principali per il gruppo cinese sono rappresentate dalla maggior competizione nel segmento SUV e l'inasprimento degli standard sulle emissioni degli autoveicoli in Cina", afferma Ivan Su di Morningstar.

I listini globali sono saliti in maniera prepotente dai minimi registrati lo scorso marzo e il 2020 sembra destinato ad essere un anno molto positivo per le azioni statunitensi e quelle cinesi in particolare, il che spiega le valutazioni elevate e il perché questi titoli sono finiti nella lista dei “cattivi”. È impossibile prevedere gli sviluppi delle Borse nel prossimo anno, ma è probabile che una ripresa del mercato azionario meno concentrata su tecnologia e salute si traduca in una lista dei “cattivi” completamente diversa nel 2021.

Di James Gard

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online