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Quando accade questo, comprate azioni

Francesco Simoncelli
 

Le recessioni spingono verso il basso il prezzo dell'oro e il prezzo delle azioni. Quindi ci sono momenti in cui è meglio avere certificati di deposito o obbligazioni piuttosto che azioni o oro. Ci sono molti più profitti da fare che trattare inversamente l'oro e il Dow, ma il punto di Bonner in questo articolo resta valido: gli estremi nel rapporto Dow/oro offrono opportunità di profitto. Sembrerebbe più saggio possedere oro piuttosto che azioni oggi, specialmente quando i dividendi sono appena sufficienti per pagare le commissioni di gestione dei fondi comuni d'investimento. Ciononostante la curva dei rendimenti rimane invertita. Questo è un segnale che, cari lettori, non potete sottovalutare ed è qualcosa che sapevate già dall'anno scorso. Ancora oggi persistono le stesse condizioni di un anno fa ed è possibile ottenere un rendimento migliore nei T-bill a 90 giorni piuttosto che in T-bond a 30 anni. Gli investitori canonici sono convinti che abbia senso acquistare T-bond che pagano meno interessi rispetto ai T-bill, perché si aspettano che il tasso a breve termine scenda al di sotto del tasso a lungo termine.

Questo differenziale di tasso d'interesse è un indicatore tradizionale di recessione incombente. Gli investitori in azioni non sono d'accordo e non vedono alcuna recessione all'orizzonte. Le recessioni fanno male alle azioni: gli utili delle aziende calano e c'è inchiostro rosso dappertutto. Quando incombe una recessione, è più sicuro vendere azioni e acquistare T-bill, quindi attendere che i prezzi delle azioni calino. Il mercato obbligazionario lo sta gridando, ma gli investitori nel mercato azionario si rifiutano di ascoltare: "Questa volta è diverso", dicono. Non lo è mai. Oggi siamo in modalità pre-recessione e gli investitori in obbligazioni lo capiscono, mentre gli investitori nel mercato azionario no. Non lo capiscono nemmeno gli investitori in oro e argento. La minaccia di recessione per le azioni è concreta, meno per gli strumenti di credito: certificati di deposito e obbligazioni (e nel contesto attuale ancora merno per le criptovalute). Questa volta potrebbe essere diverso? Forse, ma la curva dei rendimenti invertita ci dice che gli smart money pensano che non sarà diverso.

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di Bill Bonner

BALTIMORE, MARYLAND - Oggi sarà una giornata interessante. Dopo essere scese negli ultimi due giorni, le azioni dovrebbero rimbalzare e il mercato dei futures pare confermarlo.

Ma ora vedremo cosa pensano davvero gli speculatori.

Il valore combinato delle azioni FAANG, le grandi aziende tecnologiche Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google, è diminuito di circa $1,000 miliardi dal suo picco. Questo denaro è scomparso negli ultimi giorni. Non cercate di rintracciarlo; non ha lasciato alcun indirizzo.

Ecco Bloomberg:

Uno degli anni più difficili per i mercati finanziari in mezzo secolo è peggiorato, con il ribollire della debolezza tra gli asset che lasceranno gli investitori col cerino in mano.

Le azioni sono scese per il secondo giorno consecutivo, immettendo l'indice S&P 500 verso una correzione. Il prezzo del petrolio ha raggiunto cifre viste per l'ultima volta un anno fa, mentre i mercati del credito hanno mostrato segni di scossoni. Bitcoin è in caduta libera, mentre i porti sicuri come il decennale USA, l'oro e lo yen si sono fermati.

Ma l'immobilità può essere sottovalutata. Quando le azioni scendono, stare fermi sembra una buona idea.

Finora non c'è stato alcun calo drammatico... nessun declino di 1000 punti... nessun titolo di giornale che inizia per "CRASH"... almeno non ancora.

Né è stato corretto nulla. Tutti gli squilibri sono ancora lì... tutto ciò che era folle all'inizio dell'anno è ancora folle...

Il debito totale degli Stati Uniti, per esempio, è ancora 3,4 volte il PIL, non al livello di 1,5 a cui dovrebbe essere.

E con il Dow a 21 once d'oro, le azioni sono ancora costose.

La strategia di trading più semplice e più sicura al mondo è solo quella di andare avanti e indietro tra azioni e oro. Trascorrerete molto tempo rimanendo fermi, 39 anni su 100 usando la nostra formula, ma paga.

Acquistate azioni quando sono a buon mercato rispetto all'oro. Quando le azioni diventano costose, le vendete e rimettete i vostri soldi nell'oro, dove sarà al sicuro.

Torniamo indietro di 100 anni: potevate comprare il Dow a 5 once d'oro o meno, quindi era un buon momento per comprare azioni. Quando valevano 15 once o più, le avreste vendute.

Questa semplice strategia vi avrebbe fatto fare un totale di sole sei transazioni nel corso dell'intero secolo, o circa una transazione ogni 16 anni.

Avreste comprato azioni nel 1918 a 4 once al Dow... e le avreste vendute nel 1929 a 15.

Poi avreste comprato di nuovo azioni nel 1931, non appena il Dow sarebbe tornato sotto 5 once, e le avreste vendute nel 1958 quando il rapporto Dow/oro avrebbe superato nuovamente la linea 15:1.

Il vostro prossimo acquisto sarebbe stato 16 anni dopo, nel 1974, quando il rapporto scese sotto i 5. La vostra mossa finale, un'altra vendita, sarebbe stata nel 1996, quando il rapporto era di nuovo a 15.

Se aveste iniziato con 10 once d'oro nel 1918, allora costavano $206, e aveste seguito questa strategia, oggi vi ritrovereste 585 once d'oro, o circa $718.000.

In confronto lo stesso denaro investito nel mercato azionario e lasciato lì nello stesso lasso di tempo avrebbe fruttato ad oggi $67.000. (Questo calcolo non include dividendi, tasse o commissioni.)

Proprio come gli investitori sottostimano l'immobilità, sovrastimano notevolmente il movimento in su delle azioni. Libri popolari e farneticazioni supply-side dicono loro di potersi aspettare profitti per sempre.

Secondo i teorici, gli investitori stanno allocando il loro prezioso capitale nelle industrie leader in America... e guadagnano un "premio di rischio" (oltre le obbligazioni) per essere capitalisti.

Molti investitori pensano che essere "sul mercato" dovrebbe renderli ricchi. Credono di finanziare la grande macchina commerciale americana; meritano di fare soldi.

Ma fino a 30 anni fa il Dow era solo a circa 2.000 punti e da allora la maggior parte dei profitti non è arrivata da una crescita sana e organica delle vendite. Sono arrivati dal denaro fasullo e da false supposizioni.

La FED ha iniziato a supportare con maggior vigore il mercato azionario nel 1987 e quindi ha moltiplicato la base monetaria americana di 10 volte, mettendo a disposizione $4000 miliardi nei mercati dei capitali.

Ma l'oro non è stato ingannato.

Negli ultimi 22 anni (all'incirca dal momento in cui abbiamo ottenuto il nostro ultimo "segnale di vendita" dal rapporto Dow/oro), il compenso dell'indice S&P 500 non è stato migliore di quello dell'oro. Entrambi sono saliti del 250%.

E anche dopo il più grande mercato rialzista delle azioni di tutti i tempi, il Dow nel 2017 non valeva più di quanto valeva 88 anni fa. Potevate comprare l'intero Dow l'anno scorso con le stesse 15 once d'oro con cui l'avreste comprato nel 1929.

In termini di rapporto Dow/oro, ci sono stati solo altri due periodi negli ultimi 100 anni in cui le azioni erano più alte.

Nel 1966, ad esempio, il rapporto Dow/oro ha toccato 27... e poi è sceso a 1,3 once nel febbraio 1980: una perdita, in termini d'oro, del 95%.

Poi, nel gennaio 2001, il rapporto Dow/oro ha toccato il massimo storico a oltre 40. A ciò ha fatto seguito un'altra grande vendita, con un rapporto che è sceso a poco più di 6 nell'agosto 2011, per una perdita dell'85%.

Seguendo la nostra formula, bisogna comprare azioni quando il rapporto Dow/oro è inferiore a 5; vendere azioni quando supera i 15. In questo modo avreste moltiplicato la vostra ricchezza reale, l'oro, di 58 volte.

E lo avreste fatto con molto, molto poco rischio o volatilità. Il più delle volte sareste rimasti immobili, possedendo semplicemente oro e aspettando che le azioni venissero vendute al di sotto di 5 once/Dow, dove avreste potuto ricomprarle in sicurezza.

Ciò avrebbe significato rimanere fermi negli ultimi 22 anni... perdendosi l'enorme rally fino al 2007... e poi quello successivo dal 2009. Non molte persone avrebbero voluto farlo.

FOMO, paura di perdere l'occasione, li avrebbe spinti ad investire.

Ma... attenzione.

Gli smart money non stanno più comprando; stanno vendendo. Ancora una volta stanno facendo front-running alla FED, che sta scaricando gli asset, non accumulandoli.

La FED invertirà la rotta. Quando arriverà il dolore reale, tornerà a comprare obbligazioni e taglierà i tassi per alzare i prezzi delle azioni.

Ma non prima che l'immobilità abbia dato i suoi frutti... e il rapporto Dow/oro sta calando velocemente.

Traduzione di Francesco Simoncelli

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online